Come Si Chiama Il Piccolo Principe

Allora, parliamoci chiaro. Quando si pensa a "Il Piccolo Principe", cosa ti viene in mente? Un bambino biondo, vestito di un'eleganza un po' fuori dal tempo, con un sorriso enigmatico e un amore spropositato per una rosa. Giusto? Certo. Ma se vi dicessi che, nella sua essenza più pura, il nome che gli si addice di più, quello che lo descrive davvero, non è quello che tutti usano?

Mi rendo conto, lo so. È un'affermazione audace. Stiamo parlando di un libro che è praticamente un pilastro dell'infanzia di molti, una fiaba moderna che ha toccato il cuore di milioni. Chi sono io per mettermi a frugare nel nome di un'icona come "Il Piccolo Principe"? Eppure, la curiosità è un motore potente, non trovate?

Pensateci un attimo. "Piccolo". Beh, certo, è piccolo. Ma non è quello il punto, no? È piccolo rispetto alla vastità del cosmo che gira intorno al suo asteroide, B-612. È piccolo rispetto alle responsabilità che a volte si sente addosso. È piccolo nelle dimensioni, ma gigantesco nell'anima. Non è un "piccolo" nel senso di insignificante. Anzi.

E "Principe"? Ah, il principe. Questo è il punto dolente, o forse il punto più divertente, a seconda di come la si guarda. Chi l'ha mai visto fare il principe? Certo, ha un suo pianeta, lo governa, ma in che modo? Con un po' di saggezza infantile e tanta, tanta pazienza. E poi, diciamocelo, le sue fughe da quel pianeta non sono proprio da monarca impeccabile. Non è che si organizzi un gran ballo di corte prima di partire, eh? Si mette in viaggio, punto. Come un avventuriero, un esploratore, un... beh, qualcosa di diverso.

E qui viene la mia piccola, innocua, ma forse un po' "scomoda" teoria. Se dovessi dare un nome nuovo a questo personaggio, un nome che catturi l'essenza più profonda, quella che ti fa sorridere quando ci pensi, quale sarebbe? Io dico questo: "Il Curioso Errante".

Scheda libro Il Piccolo Principe: significato, recensione e riassunto
Scheda libro Il Piccolo Principe: significato, recensione e riassunto

Perché "Curioso"? Beh, guardate come interagisce con il mondo. Ha un bisogno insaziabile di capire. Chiede, chiede, chiede. Non si accontenta di risposte superficiali. Vuole sapere il "perché" delle cose. Perché l'adulto conta le stelle? Perché il re comanda il nulla? Perché il vanitoso vuole essere ammirato anche da solo? Questa sua curiosità lo spinge, lo fa muovere, lo rende vivo. Non è la curiosità che ci fa aprire un libro? Che ci fa chiedere cosa c'è oltre l'orizzonte?

E "Errante"? Non nel senso di chi è perso o senza meta. No, no. L'errante è colui che viaggia, che scopre, che porta con sé le esperienze. E lui di pianeti ne ha visti un bel po', no? Ogni pianeta un incontro, ogni incontro una lezione. È un vagabondo dell'anima, uno che cammina per imparare, per connettersi. E alla fine, non è quello che fanno molti di noi, in un modo o nell'altro? Cerchiamo un senso, un posto, un qualcuno che ci faccia sentire compresi.

Il piccolo principe per bambini - Teatro alla Scala
Il piccolo principe per bambini - Teatro alla Scala

Pensate al rapporto con la volpe. Lei gli insegna il valore del tempo, dell'attesa, della creazione di legami. Lui, con la sua innocente curiosità, accoglie questa lezione come oro colato. Non la giudica, non la respinge. La assorbe. E quella lezione diventa parte del suo esserci. La sua "erranza" gli ha permesso di incontrare quella saggezza.

O pensate alla sua relazione con la rosa. È una relazione complessa, fatta di orgoglio, di incomprensioni, ma soprattutto di un affetto profondo che solo lui, con la sua speciale prospettiva, riesce a vedere. La sua fragilità, il suo bisogno di cure, tutto questo lo colpisce. E anche se a volte si sente frustrato, non la abbandona mai veramente nel suo cuore. La sua curiosità non si ferma alla superficie; scava in profondità, cerca il significato di quell'amore un po' strano.

E gli adulti? Ah, gli adulti! Il nostro Piccolo Principe li guarda con un misto di stupore e un pizzico di tristezza. Non capisce il loro mondo fatto di numeri, di apparenze, di cose che non contano davvero. La sua curiosità è così genuina che mette a nudo l'assurdità delle loro preoccupazioni. E la sua erranza gli fa vedere che c'è un altro modo di vivere, un modo più semplice e più vero.

La vita da romanzo del pilota-scrittore e del suo piccolo principe - la
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Quindi, capite? "Il Piccolo Principe". Sì, ok. Ma se chiudete gli occhi e pensate a quel bambino che cerca un amico, che si stupisce della bellezza di un tramonto, che impara cosa significa "addomesticare", non vi sembra che "Il Curioso Errante" suoni un po' più... appropriato? Un po' più... lui?

È un'idea che mi ronza in testa da un po'. È come scoprire un dettaglio nascosto in un quadro famoso. Non cambia l'opera, ma la arricchisce. Non sto dicendo che dovremmo cambiare tutti i libri e le copertine. Ci mancherebbe! Ma forse, solo forse, quando pensiamo a lui, possiamo ricordarci che è molto più di un piccolo principe. È un'anima che cerca, che impara, che vive ogni istante con la meraviglia di chi vede il mondo per la prima volta. E questo, amici miei, è un viaggio che vale la pena intraprendere, proprio come il suo.

Il Piccolo Principe, di Antoine Saint-Exupéry. Dieci tavole a colori e
Il Piccolo Principe, di Antoine Saint-Exupéry. Dieci tavole a colori e

E poi, diciamocelo, "Il Curioso Errante" ha un suono un po' più avventuroso, un po' più misterioso. Non trovate? Forse un giorno, chi lo sa, qualcuno scriverà una storia su "Il Curioso Errante". Magari un bambino con una rosa e una volpe. Ma quella, come si dice, è un'altra storia.

Intanto, sorridiamo. Sorridiamo all'idea che anche le cose più amate possono avere sfumature nascoste, nomi alternativi che ci fanno pensare un po' di più. E questo, a mio parere, è il vero spirito del nostro amico venuto da lontano. È un invitare alla riflessione, alla meraviglia, alla continua scoperta. Proprio come fa "Il Curioso Errante".