Ricordo ancora la prima volta che ho provato una grappa veramente artigianale. Non la solita cosa da bar che ti brucia la gola e ti lascia un retrogusto che sa di disinfettante, ma una di quelle che ti raccontano una storia. Il signor Mario, un distillatore con le mani nodose e gli occhi che brillavano di passione, me ne versò un ditino in un bicchiere di cristallo. La sentivo già solo guardandola, profumava di uve pigiate al sole, di terra umida, di… beh, di qualcosa di buono, insomma.
Però, diciamocelo, il mondo degli alcolici, soprattutto quelli fatti in casa o da piccoli produttori, può nascondere delle insidie. E la grappa, diciamocelo, è una di quelle bevande che per essere buone deve essere fatta bene. Altrimenti, si rischia di ritrovarsi con qualcosa di… beh, non proprio salutare. E qui entriamo nel vivo del discorso: come capire se nella grappa c’è del metanolo?
Prima di entrare nel panico, facciamo un respiro profondo. La stragrande maggioranza delle grappe che trovate in commercio, quelle prodotte legalmente e con controlli, sono sicure. Molto sicure, direi. Il metanolo è un problema più legato a distillazioni casalinghe non controllate, o a prodotti di contrabbando, dove il rischio di errori è più alto.
Ma allora, come possiamo farci un’idea, anche senza essere chimici distillatori? Diciamocelo, test di laboratorio a casa non li facciamo, vero? Siamo persone pratiche, che amano godersi un buon bicchiere, non stare lì con le provette.

Ecco qualche dritta, più da consumatore attento che da esperto:
- L’odore: Questo è il nostro primo alleato. Il metanolo ha un odore caratteristico, un po' pungente, quasi chimico. Se annusando la grappa sentite qualcosa che vi ricorda il solvente per unghie o l'alcool denaturato, beh, meglio lasciare perdere. Una grappa buona dovrebbe avere profumi legati all'uva di partenza, note fruttate, floreali o speziate, a seconda delle vinacce usate.
- Il sapore: Se l’odore è sospetto, assaggiate un goccio (solo un goccio, eh!). Il metanolo è amaro e può dare una sensazione di bruciore diversa, più acuta e fastidiosa rispetto all’etanolo (l’alcool “buono” che ci fa sentire allegri). Se il sapore è decisamente sgradevole, metallico, o vi provoca un forte mal di testa quasi subito, è un segnale d’allarme.
- La provenienza: Questo è fondamentale. Acquistate grappa solo da produttori noti, da enoteche fidate, o da distributori con una buona reputazione. Se vi propongono una bottiglia a un prezzo stracciato, o con un’etichetta che sembra fatta con il computer di mia nonna, diffidate. La tracciabilità è importante.
- La reazione del corpo: Dopo aver bevuto una grappa, come vi sentite? Una grappa di qualità, anche se forte, dovrebbe darvi una sensazione di calore piacevole, magari un leggero divertimento, ma senza effetti collaterali strani, come mal di testa improvvisi e forti, o disturbi alla vista. Se notate qualcosa di insolito, potrebbe esserci un problema.
Capisco, non sono test infallibili. Ma se sentite che qualcosa non quadra, che l'odore è strano, il sapore brucia in modo innaturale, e magari la bottiglia non ispira molta fiducia, il consiglio migliore è: non rischiare. Meglio un bicchiere in meno ma bevuto in tutta tranquillità, che un bicchiere che ci fa stare male. Alla salute, ma con intelligenza!