Come Non Farsi Mettere I Piedi In Testa

Allora, facciamo un piccolo tuffo nel passato, eh? Ricordo ancora quella volta, ero un ragazzino, diciamo sui dodici anni, forse tredici. C'era questo amico di mio fratello maggiore, un tipo che si credeva un po’ il re dell’universo. Aveva quella risatina acuta che mi faceva venire l'orticaria e una capacità innata di farti sentire un totale idiota con una sola frase.

Un pomeriggio, eravamo a casa mia, e stavo cercando di costruire un modellino super dettagliato di un’astronave. Ero tutto preso, pennellino in mano, concentratissimo. Lui arriva, si siede sulla mia scrivania (sì, proprio sulla mia scrivania, senza chiedere!), e inizia a fare commenti a raffica: "Ma che fai?", "Questa colla non va bene", "Ma guarda che pasticcio!". E io? Stavo lì, imbarazzato, senza sapere cosa dire, sentendomi sempre più piccolo. Alla fine, con un gesto plateale, mi ha spostato il modellino e ha detto: "Lascia fare a me, che fai solo danni". Giuro, in quel momento avrei voluto fargli ingoiare tutti i miei pennellini.

Ecco, quel tizio, con la sua aria da saputello e la sua prepotenza, era l'incarnazione perfetta di quello che significa farsi mettere i piedi in testa. E quante volte ci capita, vero? Anche da adulti. Ci sono persone che sembrano avere un radar per individuare le nostre fragilità e far leva su di esse. E poi ci siamo noi, a volte troppo gentili, a volte troppo insicuri, che finiamo per cedere.

Ma come si fa, dico io, a non farsi mettere i piedi in testa?

Sembra una domanda da un milione di dollari, ma in realtà la risposta è più semplice di quanto pensiamo. Non si tratta di diventare delle persone aggressive o maleducate, assolutamente no. Si tratta di rispetto. Rispetto per sé stessi, prima di tutto, e poi rispetto per gli altri (che, stranamente, funziona meglio quando è reciproco).

Pensateci un attimo. Quante volte avete detto "sì" quando avreste voluto dire "no"? Magari per non creare conflitti, per essere "carini", o perché sentivamo che l'altra persona era più... "forte". E poi, puntualmente, ci siamo ritrovati a fare cose che non volevamo, a sentirci sfruttati, o semplicemente a starci male.

Questo amico di mio fratello, ad esempio, non si è mai fatto mettere i piedi in testa da nessuno, perché era lui quello che li metteva! Ha capito che la prepotenza, nella sua mente contorta, era sinonimo di potere. Ma questo non è potere, ragazzi. Questo è solo mancanza di confini.

Primo passo: Imparare a dire "NO".

Lo so, lo so, è la cosa più difficile del mondo per molti. Ci sentiamo in colpa, temiamo la reazione dell'altro, pensiamo di deludere qualcuno. Ma pensate a quanto vi deludete voi stessi ogni volta che ignorate il vostro desiderio di non fare qualcosa.

Un "no" detto con calma, ma con fermezza, è un atto di auto-affermazione. Non è un attacco all'altro, è una dichiarazione di ciò che è giusto per voi in quel momento.

* Esempio pratico: Vi chiedono di fare un favore che vi porta via un sacco di tempo, proprio quando avete impegni urgenti. Invece di inventare scuse, provate con un semplice: "Mi dispiace, ma in questo momento non riesco. Ho degli impegni inderogabili." Punto. Non c'è bisogno di giustificarsi all'infinito.

Piccolo manuale per non farsi mettere i piedi in testa – La Terrona
Piccolo manuale per non farsi mettere i piedi in testa – La Terrona

E se l'altro insiste? Ah, ecco la parte divertente (si fa per dire!). Chi mette i piedi in testa spesso testa i limiti. Se non li trova, ci cammina sopra. Se li trova, a volte si ritira, a volte diventa più subdolo.

Secondo passo: Stabilire i propri confini.

I confini sono come le recinzioni di un giardino. Proteggono il vostro spazio, le vostre idee, le vostre emozioni. Senza confini, chiunque può entrare e fare quello che vuole. E, diciamocelo, spesso non è per il meglio.

Imparare a stabilire i propri confini significa capire quali sono le vostre priorità, quali sono i vostri valori e cosa siete disposti ad accettare e cosa no.

Questo non significa essere rigidi come una statua di marmo. Significa essere chiari.

* Pensateci: Quando qualcuno vi interrompe continuamente mentre parlate, che succede? Vi sentite frustrati, non ascoltati. La prossima volta, potreste provare a dire: "Scusa, vorrei finire quello che sto dicendo, poi sarò felice di ascoltarti." È un modo gentile per reclamare il vostro spazio di conversazione.

E quel tipo che si sedeva sulla mia scrivania? Ecco, il mio "confine" in quel caso sarebbe stato dire: "Ehi, puoi spostarti dalla mia scrivania, per favore? Sto lavorando a questo modellino e ho bisogno del mio spazio." Semplice, no? Certo, se fossi stato più grande e consapevole, l'avrei fatto. Ma è proprio per questo che parliamo, per imparare!

Piccolo manuale per non farsi mettere i piedi in testa. Psicolibri
Piccolo manuale per non farsi mettere i piedi in testa. Psicolibri

Terzo passo: Il "linguaggio del corpo" e la fermezza.

A volte, le parole non bastano. Il modo in cui vi presentate, il modo in cui vi ponete, conta tantissimo.

* Postura: Stare dritti, con le spalle indietro, guardare negli occhi chi parla (senza fissare, sia chiaro!). Questo comunica sicurezza.

* Tono di voce: Parlare in modo chiaro, senza urlare, ma neanche sottovoce. Un tono calmo ma deciso è fondamentale.

* Sguardi: Evitare di abbassare lo sguardo ogni volta che qualcuno vi dice qualcosa di "forte". Mantenere un contatto visivo equilibrato mostra che non vi state nascondendo o che non siete spaventati.

Ricordate la risatina acuta del mio amico? Ecco, se avessi risposto con lo stesso tono e magari con un mezzo sorriso sulle labbra, dicendo: "Apprezzo i tuoi consigli, ma preferisco fare a modo mio", l'avrebbe spiazzato.

Chi cerca di mettervi i piedi in testa spesso vuole vedere una reazione di paura, di sottomissione. Se invece trovano una persona calma ma decisa, che difende il proprio spazio, l'effetto può essere sorprendente.

Come non farsi mettere i piedi in testa (senza calpestare nessuno)
Come non farsi mettere i piedi in testa (senza calpestare nessuno)

Quarto passo: Non prendersela sul personale (quando possibile).

Questa è forse la parte più difficile. Quando qualcuno ci attacca, ci critica o cerca di sminuirci, la prima reazione è sentirsi feriti, arrabbiati, attaccati. E va benissimo sentirsi così!

Ma se riuscite a fare un passo indietro e a osservare la situazione con un po' di distacco, potreste notare una cosa interessante: spesso, il comportamento prepotente dell'altro non ha nulla a che fare con voi.

* È una proiezione: La persona potrebbe sentirsi insicura e proiettare le proprie insicurezze sugli altri per sentirsi più grande.

* È un'abitudine: Alcune persone sono cresciute in contesti dove la prepotenza era la norma, e non sanno comportarsi diversamente.

* È una tecnica di manipolazione: Alcuni lo fanno apposta per ottenere ciò che vogliono.

Sapere questo non giustifica il loro comportamento, ma può aiutarvi a non prendervela troppo sul personale e a reagire in modo più strategico.

Ragazze viziate: come trattarle e non farti mettere i piedi in testa
Ragazze viziate: come trattarle e non farti mettere i piedi in testa

Immaginate di dover discutere un progetto al lavoro con un collega che tende a sminuire le vostre idee. Se pensate "Questo collega mi odia e vuole farmi fare brutta figura", vi sentirete attaccati. Se invece pensate "Questo collega ha questo modo di fare, forse per insicurezza sua, ma io devo comunque presentare al meglio la mia idea", la vostra reazione sarà più costruttiva.

Quinto passo: Circondarsi di persone giuste.

Questa è una regola d'oro, non solo per non farsi mettere i piedi in testa, ma per il benessere generale. Le persone che vi rispettano, che apprezzano le vostre qualità, che vi incoraggiano, sono un antidoto potentissimo alla negatività.

Se vi ritrovate costantemente a litigare, a sentirvi sminuiti o usati da un certo gruppo di persone, forse è ora di rivalutare quelle relazioni. Non si tratta di tagliare i ponti per sempre, ma di mettere dei limiti, di prendere le distanze, di scegliere chi volete avere nella vostra vita.

Pensate a quelle amicizie che vi fanno sentire leggeri, che vi danno energia, che vi capiscono senza bisogno di troppe parole. Quelle sono le relazioni che contano. E quelle persone, fidatevi, non cercheranno mai di mettervi i piedi in testa.

E il ragazzino sulla scrivania?

Ah, quel ragazzino... Diciamo che col tempo ho imparato a gestire meglio situazioni simili. Ho capito che dire "no", stabilire i miei confini e avere un po' più di fiducia in me stesso fa una differenza enorme. Non è sempre facile, ci sono giorni in cui ti senti più vulnerabile, giorni in cui un'interruzione ti manda fuori di testa. Ma è un percorso, un allenamento continuo.

E la cosa più bella è che, una volta che inizi a rispettare te stesso e a pretendere rispetto dagli altri, le persone che cercano di metterti i piedi in testa tendono a sparire, oppure si trasformano. Magari quel tizio, crescendo, ha imparato che la gentilezza e il rispetto sono ben più potenti della prepotenza. Chissà.

Quindi, la prossima volta che vi trovate di fronte a una situazione in cui sentite che qualcuno sta cercando di "salire sul carro" della vostra vita senza permesso, ricordatevi di questi passaggi. Non si tratta di combattere, si tratta di armarsi di autostima e chiarezza. E vedrete che, lentamente ma inesorabilmente, nessuno riuscirà più a mettervi i piedi in testa. Anzi, vi chiederanno il permesso! ;)