
Ah, l'albero di Natale. Ogni anno, la stessa storia. Tiriamo fuori lo scatolone dalla cantina. È polveroso. Molto polveroso. Tosse. Starnuti. Un piccolo elfo di cartone salta fuori a sorpresa. Ben ritrovato, vecchio mio.
Questione di Gusti... O No?
C'è chi lo addobba con la precisione di un orologiaio svizzero. Sfere coordinate per colore. Luci perfettamente avvolte. Un angelo (o una stella, questione dibattuta) in cima, impeccabile. Io? Beh... io sono più un "lasciamoci trasportare dal caos creativo".
Ho un'opinione leggermente impopolare: l'albero perfetto è... imperfetto! Sì, l'ho detto! Basta con gli alberi da rivista patinata. Voglio vedere l'orsetto scucito che apparteneva alla nonna. La pallina fatta all'asilo con colla vinilica e glitter (tanto, glitter c'è già ovunque, no?). Voglio un albero che racconti una storia. La nostra storia.
Palline: Un Campo Minato Emotivo
Le palline... oh, le palline! C'è quella comprata in un viaggio a Parigi. C'è quella regalata dall'amica del cuore. E poi c'è quella bruttina, ereditata dalla zia Ermelinda. Quella che, se potessi, butteresti nel camino. Ma non puoi. Perché "la zia Ermelinda ci tiene tanto". Sospiro. La nascondiamo dietro l'orsetto scucito.
"Ricordati di mettere l'angelo in cima!" - Mia madre, ogni anno, in un loop infinito.
Luci: Dramma e Disperazione
Le luci... parliamone. Ogni anno, le tiri fuori e sono magicamente aggrovigliate. Come se avessero organizzato un rave party segreto nello scatolone. Passi un'ora a districarle, imprecando in silenzio. Poi, neanche a dirlo, una lampadina è fulminata. E quando la cambi, si fulmina quella dopo. Benvenuti nell'incubo prenatalizio.

Poi, c'è la questione "colore delle luci". Bianco caldo? Bianco freddo? Colorate stile albero di Natale anni '80? Io voto per un mix and match selvaggio. Che l'albero brilli come un'esplosione di gioia! (E di kitsch, ammettiamolo).
Il Tocco Finale: Caos Organizzato (Forse)
E poi arrivano i festoni. Argento? Oro? Rossi? Verdi? Io dico: TUTTI! Avvolgiamo l'albero come se fosse un gigantesco pacco regalo per il mondo intero. E non dimentichiamoci dei cioccolatini! (Che poi, diciamocelo, durano sull'albero quanto un ghiacciolo al sole di Ferragosto).

Alla fine, l'albero è lì. Un ammasso di oggetti apparentemente senza senso. Ma è il nostro ammasso di oggetti senza senso. È un simbolo di famiglia, di ricordi, di risate. E, forse, un po' anche di follia. Ma è la nostra follia. E io la amo.
Quindi, quest'anno, liberatevi dalle convenzioni. Addobbate l'albero come vi pare. Mettete la pallina bruttina della zia Ermelinda in bella vista (o quasi). Lasciate che i bambini attacchino addobbi ovunque. E soprattutto, divertitevi! Perché, in fondo, è questo che conta.
Un'ultima cosa: qualcuno mi spiega perché, ogni anno, mi ritrovo glitter anche nelle mutande?