Combinata Nordica: La Norvegia Prenota Il Podio, L'austria Insegue

Avete presente quella sensazione, tipo quando ti prepari una carbonara perfetta, tutti gli ingredienti al posto giusto, la guancia croccante al punto giusto, il guanciale che sfrigola... e poi ti rendi conto che hai dimenticato il pepe? Un piccolo, insignificante dettaglio che, però, rovina tutto il capolavoro. Ecco, questa sensazione, in un certo senso, l'ho provata guardando le ultime gare di Combinata Nordica.

Perché, diciamocelo, le gare di Combinata Nordica sono un po' come quella carbonara. C'è il salto con gli sci, che è la parte spettacolare, quella che ti fa dire "Wow, che roba!" e ti fa venir voglia di provare a spiccare il volo anche tu (poi ti rendi conto che finisce male e lasci perdere). E poi c'è lo sci di fondo, la prova che decide tutto, dove la fatica ti entra nelle ossa e ti fa rimpiangere tutte le volte che hai saltato la palestra. Un mix di adrenalina pura e pura sofferenza atletica. Roba da veri campioni, insomma.

E quest'anno, cari amici, c'è stato un protagonista che ha fatto una parte della sua gara (il salto, per intenderci) talmente bene che sembrava avesse messo il turbo. Sto parlando della Norvegia. Sì, proprio loro, quelli dei fiordi, dei troll e dei Sami che ti vendono il prosciutto. Loro sono arrivati, hanno saltato, e la prima parte della classifica è diventata un po' come una seduta di gruppo dei Vichinghi: tutti con la barba e l'elmo, ma con la pelle liscia come il culetto di un bambino. Un dominio quasi disarmante.

Immaginatevi la scena. I norvegesi ti saltano, sembrano librarsi nell'aria come aquile con la tutina tecnica, atterrano, e tu pensi: "Ok, questo è un balletto con la gravità a sfavore". E quando poi vedi le distanze che hanno accumulato, pensi: "Ma questi corrono sui pattini a rotelle per il fondo? O hanno i motori di Formula 1 nascosti negli scarponi?" La verità, credo, è che hanno semplicemente trovato la formula magica. Quella che ti permette di essere al top sia sul trampolino che sulla neve. Un po' come avere la ricetta della carbonara e la padella antiaderente perfetta.

Il punto è che, quando la Norvegia inizia a macinare distacchi così, gli altri si ritrovano a fare i conti con un'impresa titanica. È come se tu, a fine gara di salto, fossi lì con un "Grazie per la partecipazione" e loro ti dicessero: "Ciao, ci vediamo all'arrivo, ma non farti illusioni". E così, mentre i norvegesi si godono il sole (metaforico, ovvio, a quelle latitudini non si vede spesso) sul podio virtuale, gli altri iniziano la loro personale battaglia per la sopravvivenza. O meglio, per cercare di recuperare un po' di terreno.

Combinata nordica: la Norvegia vince la prova a squadre mista di
Combinata nordica: la Norvegia vince la prova a squadre mista di

E in questa rincorsa, un nome si è fatto sentire con insistenza: l'Austria. Ah, l'Austria! La terra di Mozart, di Sissi, dei panzerotti (che qui da noi si chiamano altro, ma lasciamo perdere) e, soprattutto, di atleti che sanno il fatto loro. Loro sono quelli che, anche quando partono un po' più indietro, ti fanno vedere che hanno le carte in regola per non mollare mai. Sono un po' come quel parente fastidioso che ti chiede sempre "Allora, quando ti sposi?" ma poi, quando serve, tira fuori il coniglio dal cappello.

L'Austria, quest'anno, ha dimostrato una tenacia ammirevole. Hanno il salto, magari non sempre al livello dei norvegesi, ma comunque competitivo. E poi hanno lo sci di fondo, dove sono capaci di tirare fuori prestazioni che ti lasciano a bocca aperta. C'è un mix di grinta, tecnica e forse anche un pizzico di quel "Wiener Schmäh", quella parlata ironica e un po' sfacciata che, chissà, magari gli dà quella marcia in più anche sulle piste innevate. Non lo so, ma ci credo.

La Norvegia della combinata nordica per la stagione 2017-'18
La Norvegia della combinata nordica per la stagione 2017-'18

Si parla sempre di "sfida", di "rivalità", ma guardando la Combinata Nordica, si capisce che è più una questione di maestria assoluta. La Norvegia ha messo un po' il suo sigillo su questa stagione, quasi a dire: "Ci siamo noi, e chi ha deciso di venire a gareggiare con noi, sappia che avrà da pedalare". E pedalare davvero, immagino.

Ma attenzione, non è che gli altri stiano a guardare. Ci sono sempre quei fenomeni singoli che, con una giornata da incorniciare, possono ribaltare le gerarchie. E poi ci sono le squadre che, nel complesso, mostrano una crescita costante. L'Italia, per esempio, ha dimostrato di saperci fare, anche se magari non sempre con la continuità dei primi della classe. Però, quando arrivano delle belle sorprese, ti ricordi perché ami questo sport.

Insomma, la Combinata Nordica è uno sport che ti mette alla prova. Ti fa capire che essere bravi in una cosa non basta. Devi essere bravo in due cose, e in modo diverso. È come voler fare il politico: devi saper parlare, ma anche saper gestire i soldi. O voler fare l'architetto: devi saper disegnare, ma anche saper spiegare alla suocera perché hai messo il bagno in salotto.

Combinata nordica: la Norvegia si prende anche la prova a squadre mista
Combinata nordica: la Norvegia si prende anche la prova a squadre mista

E la Norvegia, quest'anno, ha dimostrato di aver trovato la ricetta perfetta per entrambe le discipline. Sembra che abbiano un accesso privilegiato a un "manuale segreto" della Combinata Nordica, dove ci sono scritti tutti i trucchi del mestiere. Dal "saltare come un'ispirazione divina" al "sciare come se stessi scappando da una multa", hanno coperto tutto.

E l'Austria? Loro sono lì, pronti a cogliere ogni minima occasione. Sono il "vorrei ma non posso" che, all'improvviso, dice "invece posso, eccome se posso!". Sono quelli che ti fanno pensare: "Ok, forse questa volta li prendo", e poi ti fanno vedere che sei ancora a chilometri di distanza. Una sorta di scontro tra la perfezione assoluta e la determinazione incrollabile.

Combinata nordica: la Norvegia vince il titolo mondiale nel Team Event
Combinata nordica: la Norvegia vince il titolo mondiale nel Team Event

Ma la cosa bella di questo sport, al di là dei risultati immediati, è la passione. Si vede negli occhi degli atleti, nella loro dedizione, nella loro capacità di superare i propri limiti. È uno sport che ti fa capire che la vera vittoria, a volte, non è sul podio, ma nel momento in cui riesci a fare qualcosa che pensavi fosse impossibile.

Quindi, mentre la Norvegia continua a godersi il meritato successo, e l'Austria a inseguire con grinta, io continuo a guardare queste gare con un mix di ammirazione e divertimento. Ammirazione per la loro abilità, divertimento per il fatto che, alla fine, sono solo persone che cercano di saltare il più lontano possibile e correre il più veloce possibile. Con un sacco di freddo, immagino. Che poi, diciamocelo, la Combinata Nordica è un po' come il nostro amore per la pizza: una passione che ti scalda, anche quando fuori fa un freddo cane. E, a quanto pare, la Norvegia ha la ricetta migliore per entrambe le cose!

E voi, cosa ne pensate? Vi piace la Combinata Nordica? Chi tifi? Fatemelo sapere nei commenti, che sono curioso come un bambino il giorno di Natale.