Collocazione Provvisoria Di Don Tonino Bello

Allora, parliamoci chiaro. Don Tonino Bello. Figura sacra, intoccabile. E io lo so. Ma permettetemi una piccola, piccolissima eresia. Un pensiero ad alta voce, che forse in pochi osano esprimere. Riguarda la sua… "collocazione provvisoria".

Provvisoria, eh? Ma quanto dura 'sta provvisorietà? Sembra l'appuntamento col dentista che rimandi di mese in mese, sperando si risolva tutto da solo! E sia chiaro, rispetto profondosamente Don Tonino. Anzi, lo ammiro. Però, dai, chiamiamo le cose col loro nome: la "collocazione provvisoria" sa tanto di parcheggio, di limbo burocratico. Un po' come quando ti dicono che il tuo pacco è "in transito". In transito dove? Da quanto tempo?

Ammettiamolo: a tutti è capitato di avere in casa qualcosa "provvisoriamente" piazzato. Un mobile ereditato dalla nonna che "poi lo mettiamo in cantina", una pila di giornali che "la portiamo al macero la settimana prossima", un regalo di Natale imbarazzante che "lo useremo sicuramente". Ecco, la "collocazione provvisoria" di Don Tonino mi fa venire in mente proprio queste situazioni.

La Santità: Un Cantiere Aperto?

Capiamoci bene: non sto dicendo che Don Tonino non se la meriti, la santità. Anzi! Probabilmente è molto più santo di tutti noi messi insieme. Ma 'sta storia della "collocazione provvisoria" mi fa un po' sorridere. È come se la Chiesa dicesse: "Ok, è bravo, buono, ha fatto un sacco di cose... però, aspettiamo un attimo, vediamo come si comporta nel tempo." Ma cosa dovrebbe fare, da morto? Organizzare una grigliata con San Francesco e Santa Chiara?

Bello don Tonino, Collocazione provvisoria - Antonio Ariberti
Bello don Tonino, Collocazione provvisoria - Antonio Ariberti

Il Fascino del "Work in Progress"

Forse, e qui azzardo un'altra eresia, questa "collocazione provvisoria" ha un suo fascino. Ci ricorda che la santità non è un traguardo definitivo, una medaglia al valore da appendere al petto. È un percorso, un continuo "work in progress", una ricerca costante del bene. Un po' come la costruzione del Duomo di Milano, che non finisce mai. Solo che, nel caso di Don Tonino, invece di marmo di Candoglia usiamo il tempo, la pazienza e, soprattutto, la speranza.

Bello don Tonino, Collocazione provvisoria - Antonio Ariberti
Bello don Tonino, Collocazione provvisoria - Antonio Ariberti

"Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto." – Don Tonino Bello

Un pensiero del genere te lo aspetti da uno che si trovava perfettamente a suo agio nel "provvisorio". Lui che ha vissuto una vita in trincea, a fianco degli ultimi, dei dimenticati, degli "scartati". Forse, in fondo, questa sua "collocazione provvisoria" è un invito a non accontentarci, a non fermarci mai, a continuare a "fare qualcosa", anche di piccolo, per rendere il mondo un posto migliore. Un po' come quando cerchi di sistemare quel mobile della nonna, provvisoriamente piazzato in salotto. Magari, alla fine, lo tieni lì, perché ti ricorda che la bellezza sta anche nelle imperfezioni, nelle storie che non sono ancora finite.

Quindi, sì, la "collocazione provvisoria" di Don Tonino mi fa sorridere. Ma è un sorriso affettuoso, un sorriso di complicità. Un sorriso che dice: "Dai, su, che prima o poi troveremo il posto giusto. Magari, semplicemente, il posto giusto è proprio qui, in mezzo a noi, nel nostro quotidiano 'provvisorio'."