
Capita a tutti, no? Di sentirsi frustrati, delusi, quasi schiacciati dal comportamento di certe persone. Persone che sembrano mancare di integrità, di spina dorsale, di quel qualcosa che le rende… uomini veri. Ci si chiede: ma esistono ancora figure di riferimento, persone con valori saldi? Questa sensazione di smarrimento è più comune di quanto si pensi, e spesso ci porta a interrogarci sulla qualità delle relazioni che ci circondano.
Ma cosa significa davvero, in fondo, dire che ci sono "uomini, ominicchi e quaquaraquà"? È una distinzione netta e inequivocabile, oppure una scala di grigi complessa e sfumata?
La Genesi dell'Espressione: Leonardo Sciascia
L'espressione "uomini, ominicchi e quaquaraquà" è un'eredità preziosa dello scrittore siciliano Leonardo Sciascia, che l'ha resa celebre nel suo romanzo Il giorno della civetta. Sciascia, con la sua prosa tagliente e lucida, la utilizza per delineare una precisa gerarchia morale all'interno della società siciliana (e, per estensione, della società in generale).
Per Sciascia, questi tre termini non rappresentano semplicemente tre tipi di persone, ma piuttosto tre modi di essere, tre posizioni di fronte alla vita, alla giustizia e alla responsabilità. Cerchiamo di sviscerare più a fondo il significato di ciascuno:
Gli Uomini: Integrità e Responsabilità
Gli uomini, nel senso sciasciano del termine, sono coloro che possiedono un'integrità incrollabile. Sono persone che si assumono le proprie responsabilità, che non si piegano di fronte alle pressioni o alle minacce, che difendono i propri valori anche a costo di rimetterci in prima persona. Sono coloro che, in sintesi, fanno la cosa giusta, anche quando è difficile.
L'uomo, secondo Sciascia, è colui che ha una visione chiara del mondo e del proprio ruolo in esso. È una figura che ispira fiducia, che incarna l'onestà e la lealtà. Non è perfetto, ovviamente, ma si impegna costantemente a migliorare sé stesso e il mondo che lo circonda.

Pensiamo, ad esempio, a figure come Falcone e Borsellino, due magistrati che hanno combattuto la mafia con coraggio e determinazione, pagando con la vita il loro impegno per la giustizia. Loro sono, senza dubbio, degli uomini nel senso più alto e nobile del termine.
Gli Ominicchi: Il Compromesso e la Mediocrità
Gli ominicchi rappresentano una categoria intermedia, un terreno di mezzo tra l'integrità assoluta dell'uomo e la viltà del quaquaraquà. Sono persone che, pur avendo una certa consapevolezza morale, tendono al compromesso, alla mediocrità, all'opportunismo.
L'ominicchio è colui che sa cosa è giusto, ma non ha il coraggio di farlo. È colui che si adatta alle circostanze, che cerca di non esporsi troppo, che preferisce seguire la corrente piuttosto che andare controvento. È una figura ambigua, a volte persino simpatica, ma che alla fine risulta sempre deludente.
L'ominicchio è spesso mosso dalla paura, dalla convenienza, dalla ricerca del proprio tornaconto personale. Non è necessariamente malvagio, ma è certamente debole. La sua mancanza di coraggio e di determinazione lo rende incapace di fare la differenza, di contribuire positivamente alla società.

Quanti di noi, in fondo, si ritrovano in questa descrizione? Quante volte abbiamo ceduto al compromesso, preferendo il quieto vivere all'azione coraggiosa? L'ominicchio è uno specchio in cui possiamo riflettere le nostre debolezze e le nostre incoerenze.
I Quaquaraquà: La Nullità e la Viltà
I quaquaraquà rappresentano il gradino più basso della scala morale. Sono persone vuote, prive di valori, di dignità, di qualsiasi forma di spessore umano. Sono coloro che si lasciano manovrare, che si piegano al potere, che sono disposti a tutto pur di ottenere un vantaggio personale.
Il quaquaraquà è l'incarnazione della viltà, della nullità, della totale assenza di responsabilità. È colui che non ha una propria opinione, che ripete passivamente ciò che sente dire, che è disposto a tradire chiunque pur di salvarsi la pelle.

Il quaquaraquà è pericoloso perché, proprio a causa della sua mancanza di scrupoli, può essere facilmente utilizzato come strumento da chi detiene il potere. È una figura che alimenta la corruzione, l'ingiustizia e l'oppressione.
Fortunatamente, la figura del quaquaraquà è spesso più facile da riconoscere rispetto a quella dell'ominicchio. La sua totale mancanza di spina dorsale lo rende immediatamente identificabile. Tuttavia, è importante essere consapevoli della sua esistenza e del suo potenziale dannoso.
Oltre la Classificazione: Un Invito alla Riflessione
L'espressione "uomini, ominicchi e quaquaraquà" non deve essere intesa come una semplice etichetta da affibbiare alle persone che incontriamo. Piuttosto, è un invito alla riflessione, un'occasione per interrogarci sui nostri valori, sul nostro modo di agire, sul nostro ruolo nella società.
Non è facile essere sempre degli "uomini" nel senso sciasciano del termine. A volte la paura, la pressione sociale, la convenienza ci spingono verso il compromesso, verso la mediocrità. Ma è importante essere consapevoli di queste dinamiche e cercare di resistere, di non cedere alla tentazione di diventare degli "ominicchi" o, peggio ancora, dei "quaquaraquà".

Come possiamo evitare di scivolare verso il basso? Ecco alcuni spunti:
- Coltivare i propri valori: Definire chiaramente ciò in cui crediamo e impegnarci a vivere in coerenza con i nostri principi.
- Sviluppare il pensiero critico: Non accettare passivamente ciò che ci viene detto, ma analizzare le informazioni, formare una nostra opinione e difenderla.
- Avere il coraggio di dire di no: Non cedere alle pressioni, non accettare compromessi che vadano contro i nostri valori.
- Circondarsi di persone positive: Frequentare persone che ci ispirano, che ci sostengono, che ci spingono a migliorare.
- Imparare dagli errori: Non aver paura di sbagliare, ma riconoscere i nostri errori e imparare da essi.
Ricordiamoci che la vita è un percorso di crescita, un continuo tentativo di miglioramento. Non siamo perfetti, ma possiamo sempre impegnarci a diventare la versione migliore di noi stessi, ad essere degli uomini, nel senso più nobile e autentico del termine.
L'eredità di Leonardo Sciascia ci invita a non accontentarci, a non rassegnarci alla mediocrità, a lottare per un mondo più giusto e più umano. Un mondo in cui ci siano sempre più uomini, e sempre meno ominicchi e quaquaraquà.
In conclusione, l'espressione "uomini, ominicchi e quaquaraquà" non è solo una classificazione, ma un monito, un invito all'azione, un promemoria costante della nostra responsabilità morale. Dipende da noi scegliere a quale categoria appartenere.