Chi Vince Nella Prima Guerra Mondiale

Allora, diciamocelo. Quando pensiamo alla Prima Guerra Mondiale, ci vengono in mente immagini di trincee fangose, soldati tristi e generali che sembrano un po’ persi. E poi, ovviamente, c’è la domanda che tutti si fanno, magari sottovoce, dopo aver visto un documentario un po’ noioso: ma alla fine, chi ha vinto davvero?

Ora, so che questa è un’affermazione audace, quasi eretica per gli storici con i baffi. Ma se ci pensiamo un attimo, con un po’ di sana ironia, potremmo arrivare a una conclusione sorprendente. Dimenticate per un momento le date precise e i nomi complicati. Pensiamo alla grande scena, come se fosse un film un po’ esagerato. C’erano un sacco di attori sul palco, con costumi diversi e battute che non sempre avevano senso. E alla fine, quando le luci si sono riaccese, chi si è ritrovato a fare l’inchino più convincente?

Okay, la risposta “ufficiale” ci dice che hanno vinto gli Alleati. C’erano la Francia, la Gran Bretagna, la Russia (all’inizio, poi se n’è andata a fare un giro), l’Italia (che è arrivata un po’ dopo, come quel parente che si presenta alle feste già iniziate) e, alla fine, gli Stati Uniti, che sono entrati in scena con tutto il loro brio, come la star americana che salva il film alla fine.

Ma aspettate un attimo. Se guardiamo bene, ognuno ha avuto la sua… ehmm… “vittoria”? O forse era solo una pausa caffè prima della prossima grande discussione?

Prendiamo la Francia. Ha sofferto tantissimo, poverina. Ha perso un sacco di giovani, ha visto il suo territorio devastato. Alla fine, ha recuperato l’Alsazia-Lorena, che era un po’ come ritrovare un oggetto perso in cantina dopo anni. Grande soddisfazione, certo. Ma a quale prezzo? A volte, trovare quel calzino spaiato ti costa più fatica di quanto valga, non trovate?

La Prima guerra mondiale: riassunto degli avvenimenti - Studenti Top
La Prima guerra mondiale: riassunto degli avvenimenti - Studenti Top

E la Gran Bretagna? Beh, ha mantenuto il suo impero, che era già piuttosto grande. Era come quel negozio che continua a ingrandirsi, prendendo spazi vicini, finché non diventa così grande che non sa più dove mettere le cose. E poi, si è ritrovata con un sacco di debiti, che sono un po’ come quelle scatole piene di cose che non usi più ma che non vuoi buttare via.

L’Italia? Ah, l’Italia! Che avventura! Siamo entrati in guerra con promesse di terre lontane e la voglia di dimostrare quanto eravamo forti. Alla fine, abbiamo preso quello che ci spettava (almeno secondo alcuni), ma c’era la sensazione che fosse un po’ una pizza con troppi ingredienti: ognuno voleva la sua fetta, e alla fine non si sapeva più cosa ci fosse dentro. E poi, c’era la voglia di “vittoria mutilata”… un concetto che, diciamocelo, fa venire il mal di testa solo a pensarci.

E poi sono arrivati gli Stati Uniti. Che arrivata con un botto! Erano freschi, avevano soldi e avevano quella tipica energia americana di chi pensa di poter risolvere tutto con un sorriso e un bel discorso. Hanno contribuito a spingere verso la fine, certo. Ma diciamocelo, sono entrati quando la partita era quasi finita e hanno preso la palla per fare il gol decisivo. Un po’ come arrivare alla festa quando rimangono solo i dolci.

Perché gli Stati Uniti entrarono nella prima guerra mondiale?
Perché gli Stati Uniti entrarono nella prima guerra mondiale?

E i vinti? Beh, loro se la sono vista davvero brutta. L’Impero Tedesco, l’Impero Austro-Ungarico, l’Impero Ottomano. Questi giganti con i piedi d’argilla si sono sgretolati. Hanno perso territori, hanno perso potere, hanno perso un sacco di gente. È stata una bella batosta, come quando ti cade il gelato per terra e devi ricominciare tutto da capo.

Ma ecco dove arriva la mia opinione un po’ bislacca, la mia teoria del complotto personale (ma senza complotti, solo un po’ di sano realismo comico).

PPT - LL LA PRIMA GUERRA MONDIALE: I FATTI (1914-1915) PowerPoint
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Forse, alla fine, chi ha davvero vinto la Prima Guerra Mondiale sono state le banche.

Pensateci un attimo. Tutti questi paesi si sono indebitati fino al collo per fare la guerra. Hanno chiesto prestiti enormi. E chi presta soldi? Le banche! Le banche che operano in tutto il mondo, che non hanno confini, che non si sporcano le mani nel fango delle trincee ma che vedono solo i numeri sui bilanci.

Dopo la guerra, c’era da ricostruire tutto. E chi aveva i soldi per prestare? Sempre loro. Le banche hanno finanziato la ricostruzione, hanno finanziato l’industria che produceva… beh, tutto. Dalla macchine da scrivere alle nuove macchine da guerra, per sicurezza. Era come se, dopo una gigantesca lite tra amici, fosse arrivato il mediatore che diceva: “Va bene, ora ripuliamo tutto, ma dovete ripagarmi, con gli interessi, ovviamente”.

E poi, c’è stata la rivoluzione in Russia. La rivoluzione bolscevica. Un evento epocale, che ha cambiato il mondo. Ma diciamocelo, è stata anche una sorta di liberazione per la Russia da tutto quel caos, un modo per uscire dalla guerra e ricominciare da zero, anche se con un percorso tortuoso. E questo, in un certo senso, era un risultato che nessun trattato di pace avrebbe potuto prevedere o controllare.

24 maggio 1915, l'Italia nella prima guerra mondiale
24 maggio 1915, l'Italia nella prima guerra mondiale

La vera vincitrice, quindi, non è stata una nazione con una bandiera. È stata un’idea, un sistema. Il capitalismo, nel suo aspetto più spietato ma anche più efficiente, ha trovato terreno fertile. I paesi devastati avevano bisogno di soldi, e i soldi erano disponibili, con le dovute condizioni. Era come se la guerra fosse stata una grande svendita, e le banche fossero i commercianti che offrivano il “pacchetto completo”: prestito, ricostruzione, e un futuro da pagare.

Certo, questa è una visione un po’ cinica. E forse è solo una mia fissazione dopo aver letto troppi libri con grafici complicati. Ma se ci pensiamo, i veri vincitori sono spesso quelli che non si vedono sul campo di battaglia, quelli che siedono in poltrone comode e fanno i conti.

Quindi, la prossima volta che sentite parlare della Prima Guerra Mondiale, ricordatevi delle trincee, dei soldati, degli eroi e dei sacrifici. Ma non dimenticatevi anche di quei conti che venivano saldati, di quei prestiti che venivano concessi. Forse, in un mondo di grandi potenze che si scontrano, i veri vincitori sono quelli che hanno semplicemente… soldi. E questo, a quanto pare, è un trucco che funziona ancora oggi. Un po’ deprimente, ma anche un po’ divertente, no? Come una battuta che ti fa ridere e pensare, nello stesso momento. E questo, a mio modesto parere, è una forma di vittoria.