
Ah, Spider-Man: No Way Home! Che film! Un vero e proprio frullato di emozioni, colpi di scena e... beh, sì, anche un bel po' di tristezza. Perché diciamocelo, cari amici spider-fan, non è stato tutto rose e fiori, vero? Quando si parla di chi muore in Spider-Man: No Way Home, ci sono momenti che ti fanno quasi venir voglia di lanciarti dalla finestra (con un laccio ben saldo, ovviamente, non vorremmo fare sul serio!).
Ricordate quando Peter Parker, il nostro amato Tom Holland, si è ritrovato a dover fare i conti con un incantesimo che è andato terribilmente storto? È come quando provi a fare la torta perfetta e invece ti ritrovi con qualcosa che sembra un mattone, ma mille volte peggio. La sua vita è diventata un caos totale! E in questo caos, diciamocelo, la morte è una compagna di viaggio che nessuno vorrebbe invitare al proprio picnic.
Ma andiamo al sodo, perché so che siete curiosi. Chi è che ci ha lasciato con il cuore spezzato? Chi è che ci ha fatto dire: "Nooo, ma perché proprio lui/lei?!" Ecco, preparate i fazzoletti, perché sto per svelarvi il mistero che ha tenuto incollati milioni di spettatori alle poltrone.
Un Addio Che Non Ti Aspetti
Il momento più strappalacrime, quello che ti fa davvero sentire il peso delle responsabilità di essere un supereroe, è senza dubbio la morte di Zio Ben. Ok, ok, lo so, potrebbe sembrare un po' un "colpo basso" da parte mia, visto che Zio Ben, nella sua incarnazione più recente nel MCU, non è tecnicamente "morto" durante gli eventi di No Way Home. Ma pensateci bene! La sua assenza, la sua filosofia del "da grandi poteri derivano grandi responsabilità", è un fantasma che aleggia costantemente su Peter. È come quel chiodo che ti si è piantato nel piede e che senti ogni volta che cammini, ricordandoti il prezzo da pagare per essere Spider-Man. E in No Way Home, questo prezzo è più alto che mai.
Peter è tormentato dai ricordi di Zio Ben, dalle sue parole che risuonano nella sua testa, soprattutto quando si tratta di fare le scelte giuste. E onestamente, quando vediamo Peter che lotta con le conseguenze delle sue azioni, quando vede la sua vita andare in frantumi, pensiamo inevitabilmente a come Zio Ben avrebbe affrontato tutto questo. È una morte che non vediamo sullo schermo, ma che è viva e vegeta dentro il cuore di Peter, e di conseguenza, dentro il nostro.

La sua assenza è una presenza costante, un promemoria silenzioso del sacrificio che porta sulle spalle. È la morte che ha dato il via a tutto, e il suo eco risuona fortissimo in ogni decisione difficile che Peter è costretto a prendere.
Ma non finisce qui! Sebbene la morte di Zio Ben sia più un'eco che un evento attuale nel film, ci sono altri personaggi che affrontano destini ben più... definitivi. E qui entriamo nel vivo della tragedia che rende No Way Home così potente e, ammettiamolo, anche un po' destabilizzante.
Un Sacrificio Inaspettato
Parliamo di May Parker. Ah, Zia May! La donna che è sempre stata il faro morale per Peter, la sua roccia, la sua più grande fan e la sua più grande preoccupazione. Vedere lei... beh, andare via, è stato come ricevere un pugno nello stomaco mentre stavi ancora cercando di riprenderti da un calcio sulle costole. Non era solo una zia, era il simbolo di tutto ciò che Peter cercava di proteggere, di tutto ciò che rendeva la sua vita normale e meravigliosa.
Quando Norman Osborn, nella sua versione più folle e terrificante come il Green Goblin, colpisce e uccide Zia May, è un punto di non ritorno. È il momento in cui Peter capisce, in modo brutale e definitivo, che essere Spider-Man significa mettere in pericolo le persone che ami. È il momento in cui il peso delle sue azioni diventa insostenibile. E diciamocelo, chi non ha sentito un nodo in gola in quel preciso istante? Era come se un pezzo della nostra infanzia, del nostro amore per Spider-Man, venisse strappato via.

Pensate a lei come alla mamma che ti prepara la colazione più buona del mondo, che ti ascolta quando hai avuto una brutta giornata e che ti dà sempre quel consiglio saggio. E poi, puff! Sparita. È un trauma, puro e semplice. E per Peter, è una ferita che non si rimarginerà mai completamente.
Le Morti Che Non Vediamo Ma Sentiamo
Ora, so cosa state pensando: "Ma ci sono altri? Altri personaggi che muoiono?" Beh, in un certo senso, sì. Pensate a tutti quei criminali che Peter, nella sua ingenuità iniziale, ha deciso di curare. Pensate al Dottor Octopus, al Duende Verde, all'Uomo Sabbia, all'Elettro, alla Licantropia. Anche se molti di loro non muoiono letteralmente nel film (alcuni vengono salvati, altri finiscono in prigione), c'è una sorta di "morte" della loro vita precedente, della loro minaccia. Vengono "curati", e questo significa che la loro versione malvagia, quella che abbiamo conosciuto e temuto, in un certo senso, scompare.

È un po' come quando cancelli un vecchio contatto dal telefono perché non lo senti più. Non è morto, ma non fa più parte della tua vita quotidiana. E per Peter, questo processo di "guarigione" dei cattivi è un'ulteriore dimostrazione del suo cuore d'oro, ma anche della difficoltà di distinguere il bene dal male, di capire chi merita una seconda possibilità e chi no. È un dilemma morale che lo tormenta, e le loro vite che cambiano, o che vengono salvate, sono una sorta di "morte" della loro identità criminale.
Il Prezzo Da Pagare
Alla fine, Spider-Man: No Way Home ci ricorda una cosa fondamentale: essere un eroe ha un prezzo. E quel prezzo, a volte, è la perdita. Non è solo la perdita di vite, ma anche la perdita di innocenza, la perdita di una vita normale, la perdita di persone amate. È un film che ti fa ridere, ti fa esclamare "Wow!" per i ritorni inaspettati, ma ti fa anche piangere, ti fa riflettere e ti lascia con quella sensazione agrodolce che solo i grandi film sanno dare.
E la morte di Zia May? Quella è una cicatrice che Peter porterà per sempre. È il sacrificio supremo che lo costringe a prendere una decisione radicale, quella che segna la fine della sua vita come la conoscevamo e l'inizio di un nuovo capitolo, più solitario ma forse anche più forte. È la morte che ci ha fatto capire che persino il nostro amichevole Spider-Man di quartiere non è invincibile, e che le scelte difficili portano conseguenze dolorose. Ma è proprio questo che lo rende così umano, così reale, e così incredibilmente amato.