Chi Ha Vinto Il Pallone D Oro Nel 2018

Ricordo ancora la sera di qualche anno fa, ero in una pizzeria con un paio di amici, metà Italia era incollata allo schermo di Sky Sport, altri magari pure su qualche altro canale, chi lo sa. Si parlava di tutto, dalla battuta della cameriera all’ultima partita di Champions, ma sotto sotto, nell’aria c’era un’attesa elettrica. Ogni tanto, qualcuno tirava fuori il nome: "Quest’anno è lui, sicuro!" oppure, con un filo di apprensione: "Ma se lo danno a...?" Era il 2018, e il Pallone d'Oro era nell'aria, pronto a incoronare un nuovo re del calcio.

Io, onestamente, quel dibattito l'avevo vissuto un po' più… rilassato, diciamo. Certo, ero curioso, chi non lo è? Ma a volte mi sembra che questa attesa spasmodica sia quasi più divertente del verdetto stesso, non trovate? È un po' come aspettare l'uscita del tuo videogioco preferito: l'hype è una parte fondamentale dell'esperienza! E poi, diciamocelo, quando si tratta di palloni d'oro, le discussioni si scaldano sempre, come i tifosi durante un derby.

Quel 2018, poi, è stato un anno particolarmente… denso. Ricordate? C'era stata la Coppa del Mondo in Russia, un evento che mobilita un intero pianeta e che inevitabilmente mette sotto i riflettori tantissimi giocatori. E non dimentichiamoci le solite battaglie in Champions League, il torneo per club per eccellenza, dove i campioni si mettono davvero alla prova.

Quindi, la domanda sorge spontanea, quasi sussurrata nell'attesa: Chi ha vinto il Pallone d'Oro nel 2018?

Ebbene, dopo una stagione che definire "intensa" è dire poco, dopo mesi di speculazioni, analisi tattiche, dribbling mozzafiato e gol impossibili, il verdetto è arrivato. Il trofeo tanto ambito, simbolo del miglior giocatore del mondo per quell'anno, è finito nelle mani di un giocatore che, diciamocelo, era uno dei favoriti assoluti fin dall'inizio.

Parliamo di Luka Modrić. Esatto, avete capito bene. Il centrocampista croato, con la maglia del Real Madrid e della sua nazionale, ha letteralmente incantato tutti.

Ora, so già cosa state pensando: "Modrić? Ma di solito vincevano sempre gli stessi due!" E sì, capisco la vostra perplessità. Per circa un decennio, la scena del Pallone d'Oro è stata dominata da due extraterrestri: Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Una rivalità epica, che ha tenuto il mondo del calcio con il fiato sospeso anno dopo anno.

Pensateci un attimo: prima del 2018, l'ultimo a rompere quella coppia di fenomeni era stato Kaká, nel lontano 2007. Sono passati più di dieci anni, un'era geologica nel calcio! E improvvisamente, ecco spuntare Luka, con la sua classe, la sua visione di gioco, la sua capacità di dettare i tempi e, diciamolo, con una stagione semplicemente stratosferica.

Ma andiamo con ordine. Cosa ha reso così speciale l'anno di Modrić?

È ufficiale, Lionel Messi ha vinto il Pallone d'Oro 2023 | GQ Italia
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Il Mondiale: La Scintilla Croata

Partiamo dal grande evento, quello che spesso fa pendere l'ago della bilancia: la Coppa del Mondo. Il 2018 è stato l'anno della Croazia. Un percorso incredibile, al di là di ogni più rosea aspettativa. E al centro di tutto, a dirigere l'orchestra, c'era lui, Luka Modrić.

La Croazia è arrivata fino alla finale, un traguardo storico per la nazione. Hanno battuto squadre fortissime, con prestazioni corali di altissimo livello, e in ogni partita, Luka era il motore, il direttore d'orchestra, il giocatore capace di cambiare il ritmo, di trovare la giocata giusta, di ispirare i compagni.

Ha segnato gol importanti, ha distribuito assist, ma soprattutto, ha dimostrato una leadership e una maturità calcistica che pochi altri potevano eguagliare. Non era il giocatore più appariscente, quello che faceva acrobazie impossibili a ogni pallone, ma era quello che rendeva tutto più facile, più fluido, più efficace. È il tipo di giocatore che i veri intenditori apprezzano tantissimo.

E la sua performance nel Mondiale non è passata inosservata. È stato premiato come miglior giocatore del torneo, vincendo il Pallone d'Oro del Mondiale. Un riconoscimento importantissimo che già lo proiettava tra i candidati principali per il Pallone d'Oro "vero" e proprio.

Il Real Madrid: La Consacrazione Continua

Ma non c'è solo il Mondiale. Modrić era anche il fulcro di una squadra che, per il Real Madrid, era sinonimo di successo. Stiamo parlando della squadra che, ancora una volta, aveva alzato la Champions League. La terza consecutiva, un'impresa che ha del leggendario!

E in quella cavalcata europea, Luka è stato fondamentale. Non sempre sotto i riflettori come un attaccante, certo, ma con la sua intelligenza calcistica, la sua capacità di recuperare palloni, la sua precisione nei passaggi lunghi e corti, ha reso la squadra più equilibrata, più forte, più difficile da battere.

Chi ha vinto il Pallone d'oro: ecco tutti i vincitori | Esquire
Chi ha vinto il Pallone d'oro: ecco tutti i vincitori | Esquire

Pensateci, il Real Madrid, una macchina da trofei, e lui, il cervello della medesima. Non è un caso. Un centrocampista così, che sa difendere, costruire e inventare, è un tesoro inestimabile per qualsiasi squadra.

La Giustizia del Pallone d'Oro?

E qui arriviamo al punto. La vittoria di Modrić nel 2018 ha rappresentato qualcosa di diverso. Ha spezzato un dominio, ha premiato un giocatore che, pur essendo un fuoriclasse assoluto, non aveva mai avuto quel riconoscimento individuale supremo.

Per anni, si era discusso sul fatto che il Pallone d'Oro fosse troppo orientato agli attaccanti, ai giocatori che segnano più gol, ai volti più mediatici. E Modrić, con il suo stile di gioco, ha dimostrato che il calcio è anche intelligenza, visione, leadership, lavoro oscuro ma fondamentale. Ha detto, in un certo senso: "Anche chi non segna 50 gol a stagione può essere il migliore del mondo." E questa è stata una vittoria per il calcio in generale.

Molti hanno visto in quella vittoria un ritorno alla concezione più ampia del premio, che non doveva essere solo per il giocatore più prolifico sotto porta, ma per quello che, nell'arco di un anno solare, aveva dimostrato di essere il più influente, il più decisivo, il più completo.

Ovviamente, c'è sempre chi non è d'accordo. E non poteva essere altrimenti. Diciamocelo, con un anno come quello, anche Messi e Ronaldo avevano fatto stagioni pazzesche. Messi, come sempre, aveva segnato una quantità industriale di gol e fatto giocate che solo lui sa fare. Ronaldo, trascinatore del Real nella Champions, era stato ancora una volta decisivo. I loro numeri erano astronomici, come al solito.

Ma il Pallone d'Oro non è solo una questione di numeri assoluti. È anche una questione di impatto, di narrativa, di trofei importanti. E il Mondiale, in quell'anno, ha avuto un peso enorme. La cavalcata della Croazia, con Modrić al timone, era una storia troppo bella per essere ignorata.

I vincitori del Pallone d'Oro: chi si è aggiudicato il premio più
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Il Voto: Chi Ha Deciso?

E come funziona poi questo voto, vi chiederete voi, curiosi come me. Il Pallone d'Oro è assegnato da una giuria di giornalisti sportivi internazionali, selezionati dalla rivista France Football. Ogni giornalista vota i propri 5 giocatori preferiti, con un sistema di punteggio. Il giocatore che accumula più punti, vince.

Nel 2018, la giuria ha evidentemente riconosciuto il valore eccezionale della stagione di Modrić. Forse hanno pesato di più le prestazioni in quelle partite che valgono una nazione, quelle del Mondiale. Forse hanno voluto dare un segnale, premiando anche chi, con il suo gioco di fino, rende migliore tutta la squadra.

E il fatto che altri giocatori di classe mondiale, come Antoine Griezmann (vincitore dell'Europa League e del Mondiale con la Francia) o Kylian Mbappé (anche lui campione del Mondo e protagonista assoluto), siano arrivati sul podio, ma non sul gradino più alto, dimostra quanto fosse competitiva quella edizione.

Griezmann, in particolare, aveva avuto un anno incredibile, vincendo due trofei internazionali con la Francia e l'Atletico Madrid. Era uno dei candidati più forti, e molti pensavano che potesse essere lui il "ribelle" che spezzava il duopolio. Ma alla fine, l'impatto emotivo e sportivo del Mondiale croato è stato, per la giuria, superiore.

La "Maledizione" del Mondiale?

È interessante notare che vincere il Mondiale non garantisce automaticamente il Pallone d'Oro. Ci sono stati anni in cui i campioni del Mondo non hanno ottenuto il trofeo. Ma nel 2018, la favola croata, con Modrić protagonista assoluto, ha creato una narrazione così potente che è stato difficile ignorarla.

E poi, diciamocelo, Luka non è mai stato un giocatore che cerca i riflettori a tutti i costi. È un professionista esemplare, un leader silenzioso, un artista del centrocampo. E forse, proprio questo suo essere meno "mediatico" rispetto ad altri, ha reso la sua vittoria ancora più significativa, quasi una rivincita per tutti i "maestri" del centrocampo.

Pallone d'Oro, Dembelè si aggiudica il premio: i vincitori della storia
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Ho rivisto alcune delle sue giocate di quel periodo, e ci si commuove. Un passaggio no-look che taglia in due difese, un recupero fondamentale in scivolata, un tiro dalla distanza che si insacca all'incrocio. Tutta roba che fa capire perché ha vinto. Non è solo tecnica, è intelligenza pura applicata al gioco.

E Poi? Il Ritorno dei Soliti Sospetti

E cosa è successo dopo? Beh, la storia la sappiamo. Nel 2019, il Pallone d'Oro è tornato nelle mani di Lionel Messi. E dopo la pausa forzata del 2020 per la pandemia, nel 2021 è stato ancora Messi a trionfare, e nel 2022 è stato il turno di Karim Benzema, altro pilastro del Real Madrid. Nel 2023, ancora Messi. La tirannia dei grandi, eh? Sembra quasi che il calcio moderno abbia deciso che solo loro possano vincere questo premio.

Ma il 2018 resta un anno speciale. Un anno in cui il premio ha premiato un giocatore diverso, un centrocampista, un leader che ha portato la sua nazionale a un traguardo storico. Una vittoria che ha fatto felici tanti appassionati di calcio che apprezzano la bellezza del gioco, non solo il risultato finale.

Quindi, per rispondere alla domanda iniziale: Chi ha vinto il Pallone d'Oro nel 2018? La risposta è chiara e cristallina: Luka Modrić.

E credetemi, è stata una vittoria che ha fatto scuola. Una dimostrazione che, nel calcio, la classe, l'intelligenza e la leadership, anche senza essere il bomber della squadra, possono portare a vette altissime. E questo, secondo me, è un messaggio bellissimo per tutti i giovani che sognano di diventare calciatori. Non c'è solo un modo per essere un campione.

Spero che questa piccola riflessione vi sia piaciuta. A volte, ripensare a questi momenti del calcio è un vero piacere, non trovate? È come sfogliare un album di figurine, ma con il suono delle urla dello stadio in sottofondo. Alla prossima!