Chi Ha Scritto Il Primo Dizionario Italiano

Amici miei, preparatevi a un viaggio nel tempo, un'avventura linguistica che vi farà esclamare: "Ma dai! Pensavo fosse qualcun altro!" Oggi parliamo di uno degli eroi silenziosi della nostra cultura, uno di quei personaggi che, senza fare rumore, ci ha regalato uno strumento che usiamo ogni giorno, spesso senza nemmeno pensarci. Sto parlando del primo, il primo in assoluto, dizionario italiano! Avete presente quella pila di pagine che a volte consultiamo per capire cosa significa una parola ostica o per assicurarci di aver scritto una frase corretta? Ecco, quel prodigio ha un papà, un pioniere che ha deciso di mettere ordine nel caos delle parole che componevano la nostra lingua.

Ma Chi È Questo Genio?

Non stiamo parlando di un supereroe con un mantello svolazzante o di un mago che esce da un cappello a cilindro. Il nostro eroe è un po' più... accademico. Immaginate un signore di una certa età, magari con gli occhiali appoggiati sul naso, circondato da pile di fogli, libri antichi e un inchiostro che profuma di storia. Questo è il nostro uomo. E il suo nome, tenetevi forte, è Nicolò Tommaseo! Sì, avete capito bene. Nicolò Tommaseo, un nome che d'ora in poi dovete ricordare come quello di chi ha aperto le porte a un mondo di parole ben organizzate per tutti noi.

Ma non pensate che sia stato un lavoro facile. Immaginatevi di dover raccogliere centinaia, migliaia, forse milioni di parole sparse qua e là. Alcune usate solo in certi borghi sperduti, altre parlate solo dai nobili nei salotti eleganti, altre ancora magari sussurrate dai poeti nei loro studi segreti. Era un vero e proprio caos! La lingua italiana, per quanto bella e musicale, all'epoca era un po' come un mercato pieno di gente che parlava lingue diverse contemporaneamente. Ci voleva qualcuno che dicesse: "Ehi, fermi tutti! Mettiamo un po' d'ordine in questa festa di parole!"

L'Impresa Monumentale

E così, Nicolò Tommaseo si è messo all'opera. Non era uno che diceva "boh, vediamo come va". Lui ha detto: "Faccio questo dizionario, e lo faccio per bene!". Ha iniziato a leggere, a studiare, a confrontare. Ha viaggiato (immaginatevi il suo zaino pieno non di souvenir, ma di appunti e vocabolari!), ha parlato con gente di ogni estrazione sociale, ha ascoltato le storie, i proverbi, le canzoni. Ogni singola parola era un tesoro da scovare, un mattone da aggiungere a questo edificio imponente che stava costruendo: il Dizionario della Lingua Italiana.

Pensate alla pazienza! Ai giorni in cui magari non trovava una parola, o ne trovava una con mille significati diversi. Doveva decidere quale fosse il più importante, quale il più comune, quale quello più "italiano", se così si può dire. Era un po' come fare il detective delle parole, seguendo indizi e cercando prove per definire ogni termine in modo chiaro e preciso. E tutto questo, senza l'aiuto di internet, senza Google a portata di click! Doveva fidarsi del suo acume, della sua conoscenza profonda della lingua e, diciamolo, di una dose enorme di buona volontà.

Chi ha scritto queste canzoni famose?
Chi ha scritto queste canzoni famose?
“Immaginatevi, se non ci fosse stato lui, oggi quando cerchiamo una parola sul dizionario, magari ci troveremmo davanti a un elenco casuale, come se qualcuno avesse lanciato le parole in aria e le avesse lasciate cadere sul foglio senza un ordine!”

È grazie a lui, e al suo instancabile lavoro, che oggi possiamo trovare le parole in ordine alfabetico, con definizioni chiare e magari qualche esempio d'uso che ci fa capire come metterle in pratica. È come se Nicolò Tommaseo ci avesse regalato una mappa del tesoro della nostra lingua, dove ogni parola è un piccolo tesoro pronto per essere scoperto e utilizzato.

Non Solo Un Elenco di Parole

Ma il lavoro di Nicolò Tommaseo non si è fermato a un semplice elenco. Lui voleva capire la lingua, la sua storia, le sue sfumature. Ha cercato di includere parole che rappresentassero la ricchezza e la varietà dell'italiano, quelle parole che rendono la nostra lingua così espressiva e a volte così divertente. Ha valorizzato i termini che magari venivano da altre lingue, ma che ormai facevano parte del nostro vocabolario come se fossero sempre stati lì. Ha avuto una visione completa, un amore profondo per ogni sillaba, per ogni accento.

Il mio primo dizionario nuovo Miot 2021 | Roberto Mari | Giunti Editore
Il mio primo dizionario nuovo Miot 2021 | Roberto Mari | Giunti Editore

Il suo dizionario, che è uscito nel 1864 (ma lui ci lavorava da anni e anni, pensate un po'!), è stato un vero e proprio punto di riferimento. È come se avesse creato il "nonno" di tutti i dizionari italiani che sono venuti dopo. Ogni edizione successiva, ogni aggiornamento, ogni nuova parola aggiunta, tutto questo poggia sulle solide fondamenta che Nicolò Tommaseo ha gettato con tanta fatica e con tanta passione.

Quindi, la prossima volta che prendete in mano un dizionario, che sia cartaceo o digitale, ricordatevi di questo signore, di Nicolò Tommaseo. Pensate al suo impegno, alla sua dedizione, al suo amore per la lingua italiana. Non è solo un libro, è un monumento alla nostra cultura, un ponte tra il passato e il presente, uno strumento indispensabile che ci permette di comunicare, di creare, di sognare attraverso le parole.

È torinese il primo dizionario della lingua italiana
È torinese il primo dizionario della lingua italiana

È un po' come quando pensiamo a chi ha inventato la ruota. Non ci pensiamo mai, la diamo per scontata, ma senza quella ruota, niente macchine, niente biciclette, niente viaggi. Allo stesso modo, senza il lavoro di Nicolò Tommaseo, la nostra lingua sarebbe stata molto meno accessibile, meno comprensibile, meno... viva! Quindi, un enorme applauso, anche se silenzioso, a questo grandissimo uomo che ci ha regalato uno dei tesori più preziosi che possediamo: il nostro dizionario italiano!

È una storia che ci dovrebbe rendere orgogliosi, una dimostrazione di come la passione e la perseveranza possano creare qualcosa di veramente duraturo e prezioso. Nicolò Tommaseo, il nostro eroe delle parole, il padre del dizionario italiano! E questo, amici miei, è davvero una cosa da non dimenticare!