
Spesso la storia e le origini dei cibi che amiamo di più sono avvolte in un alone di fascino e, a volte, di confusione. La pizza, piatto iconico della gastronomia italiana e amato in tutto il mondo, non fa eccezione. Molti la associano indissolubilmente a Napoli e alla cultura partenopea. Tuttavia, negli ultimi anni, ha preso piede un'affermazione che, seppur sorprendente, merita un'analisi approfondita: la pizza, nella sua essenza, potrebbe avere origini cinesi.
Questa teoria, che a molti suonerà incredibile, non nasce dal nulla. Si basa su parallelismi storici, similitudini culinarie e interpretazioni di antiche testimonianze. Esplorare questa prospettiva significa non solo mettere in discussione le nostre certezze, ma anche apprezzare la ricca e complessa evoluzione di un alimento che ha attraversato secoli e continenti.
È fondamentale, fin da subito, chiarire cosa intendiamo per "pizza". Non stiamo parlando della Margherita con il suo pomodoro e la mozzarella filante, una creazione relativamente recente. La discussione verte piuttosto sulle forme primordiali di focacce o pani piatti conditi, preparati con ingredienti disponibili in epoche antiche. E proprio in questo contesto che emergono i collegamenti con la Cina.
Le Radici Lontane: La Cina e le sue Focacce
La Cina vanta una tradizione millenaria nella preparazione di pani piatti e focacce. Già nell'antichità, venivano realizzate diverse varietà di impasti a base di farine di cereali, acqua e talvolta lievito. Questi pani venivano consumati come alimento base, spesso accompagnati da altri ingredienti.
Uno dei collegamenti più citati è il "bing" (饼), un termine generico che in cinese si riferisce a una vasta gamma di prodotti da forno piatti. Questi "bing" potevano essere consumati semplici, cotti su pietra o padella, oppure farciti con carne, verdure o altri condimenti. La loro versatilità li rendeva adatti a diverse occasioni e ai più svariati gusti.
Si discute in particolare di un tipo di "bing" chiamato "youtiao" (油条), anche se questo si riferisce a bastoncini fritti, o più propriamente di focacce piatte e rotonde, a volte cotte in padella, che potevano essere simili a delle vere e proprie pizze senza pomodoro. La chiave è l'idea di un impasto di farina steso e cotto, su cui venivano disposti altri ingredienti.
Questi "bing" cinesi, con la loro semplicità e la loro capacità di essere arricchiti con ciò che la terra offriva, rappresentano un antenato concettuale di molte preparazioni simili diffuse nel Mediterraneo e oltre.

Il Viaggio Attraverso le Vie della Seta
Come è possibile che un concetto così radicato nella cultura cinese sia arrivato fino in Italia per dare vita a qualcosa di simile alla pizza? La risposta risiede nelle antiche Vie della Seta. Queste reti commerciali non trasportavano solo merci preziose come la seta, ma anche idee, tecniche e, naturalmente, ricette.
È plausibile ipotizzare che i mercanti e i viaggiatori che percorrevano queste rotte abbiano portato con sé non solo le loro merci, ma anche le loro abitudini culinarie. Le tecniche di panificazione, le modalità di preparazione degli impasti e l'idea di un cibo semplice ma nutriente, condito con ingredienti locali, potrebbero aver viaggiato da est a ovest.
La Cina, con la sua vasta estensione e la sua lunga storia di scambi commerciali, è stata un crocevia di culture. Le influenze reciproche tra Oriente e Occidente sono state un motore fondamentale per lo sviluppo della civiltà umana, e la gastronomia non fa eccezione.
Pensiamo alla diffusione di spezie, di colture agricole (come la pasta in un certo senso, anche se la sua origine esatta è un altro dibattito) e di metodi di cottura. È quindi altamente probabile che concetti culinari di base, come quello della focaccia condita, abbiano trovato strada in diverse regioni, adattandosi alle disponibilità locali.

Marco Polo e la "Pizza" Moderna: Un Collegamento Discusso
Il dibattito sulle origini cinesi della pizza si intreccia spesso con la figura di Marco Polo. La leggenda narra che, al suo ritorno dal suo lungo viaggio in Cina nel XIII secolo, Marco Polo avrebbe descritto al doge di Venezia una pietanza che assomigliava alla pizza. La storia più diffusa è che, dopo essere rimasto insoddisfatto delle pietanze locali, avrebbe richiesto ai cuochi di preparare qualcosa di simile a quanto assaggiato in Oriente: una focaccia tonda condita.
Tuttavia, è importante sottolineare che questa storia è considerata più un mito che un fatto storico. Non esistono prove concrete nei resoconti di Marco Polo o in altri documenti storici dell'epoca che supportino questa narrazione. La "pizza" intesa come piatto moderno, con pomodoro e mozzarella, è successiva al suo ritorno.
Ciò non toglie che il suo viaggio e la sua opera abbiano contribuito, in modo più generale, a facilitare lo scambio di conoscenze tra l'Oriente e l'Occidente. Le descrizioni di usi e costumi cinesi, anche se non specifiche sulla "pizza", potrebbero aver ispirato o stimolato la curiosità verso nuove forme culinarie.
Il punto cruciale, quindi, non è se Marco Polo abbia portato direttamente la "ricetta" della pizza, ma se i concetti di base, come quelli rappresentati dal "bing" cinese, abbiano potuto viaggiare e influenzare lo sviluppo di preparazioni simili in altre culture, tra cui quella italiana.
L'Evoluzione Mediterranea: Dalla Focaccia alla Pizza Napoletana
Indipendentemente dalle sue origini più remote, è innegabile che la pizza abbia trovato la sua massima espressione e il suo consacramento a Napoli. La storia della pizza napoletana è ben documentata e affonda le radici in preparazioni più antiche.

Prima dell'introduzione del pomodoro, arrivato in Europa dall'America solo dopo il XVI secolo, le focacce e i pani piatti erano conditi con ingredienti come aglio, olio, erbe aromatiche, formaggio e talvolta pesce o carne. Questi erano gli antenati diretti della pizza.
Il vero punto di svolta, tuttavia, è avvenuto con il pomodoro. Inizialmente guardato con sospetto e persino ritenuto velenoso, il pomodoro trovò gradualmente il suo posto nelle cucine povere del Sud Italia, e in particolare a Napoli. La sua dolcezza e la sua acidità si sposavano perfettamente con l'impasto lievitato e cotto.
La pizza, così come la conosciamo oggi nella sua versione napoletana, è una creazione relativamente recente, databile tra il XVIII e il XIX secolo. La Pizza Margherita, con i suoi colori che richiamano la bandiera italiana (pomodoro rosso, mozzarella bianca, basilico verde), fu creata nel 1889 per onorare la visita della Regina Margherita di Savoia. Questo evento, pur rappresentando una pietra miliare nella storia della pizza, non ne cancella le radici più antiche e le influenze esterne.
Possiamo considerare la pizza napoletana come il risultato di un lungo processo evolutivo, in cui un'idea di base (la focaccia condita) ha viaggiato, è stata adattata, arricchita e infine perfezionata, integrando ingredienti e tecniche che si sono sviluppate localmente.

Conclusioni: Una Storia Complessa e Affascinante
Quindi, chi ha inventato la pizza? La risposta non è semplice e univoca. Se parliamo della pizza moderna, con pomodoro e mozzarella, la sua culla è senza dubbio Napoli. È lì che questo piatto ha raggiunto la sua forma iconica e ha conquistato il mondo.
Tuttavia, se estendiamo la nostra definizione a quella di un pane piatto condito, allora il concetto ha radici molto più profonde e diffuse. Le testimonianze storiche e le similitudini culinarie suggeriscono che forme primitive di focacce condite erano presenti in molte culture antiche. Tra queste, i "bing" cinesi emergono come un esempio significativo di una tradizione millenaria di preparazione di impasti cotti e conditi.
La teoria delle origini cinesi della pizza, quindi, non intende sminuire il ruolo di Napoli o negare l'unicità della pizza napoletana. Al contrario, mira a arricchire la nostra comprensione, inserendo questo amato piatto in un contesto storico e culturale più ampio. È un invito a riconoscere le connessioni globali che hanno plasmato il nostro cibo e le nostre tradizioni.
La storia della pizza è un magnifico esempio di come le idee e le pratiche culinarie viaggino, si trasformino e si arricchiscano nel corso dei secoli. È una storia di influenze reciproche, di adattamento e di innovazione. Ci ricorda che molti dei cibi che consideriamo "nostri" sono in realtà il risultato di un patrimonio comune, frutto degli scambi tra popoli e culture diverse.
La prossima volta che gusterete una fetta di pizza, pensate a questo viaggio millenario, alle mani che hanno impastato, ai popoli che hanno condiviso le loro conoscenze e ai continenti che questo semplice ma straordinario piatto ha attraversato. È una celebrazione della diversità culinaria e della capacità umana di creare bellezza e sapore da ingredienti semplici. La pizza è, nel suo profondo, un ponte tra culture.