
Vi è mai capitato? Quella volta che, dopo aver fatto un favore a un amico che neanche vi salutava più, vi siete ritrovati con un pugno di mosche e lui, diciamocelo, pure con qualcosa in più? Esatto, proprio quel tipo di situazione. Io, per esempio, ricordo un pomeriggio di qualche anno fa. Avevo uno zaino pieno di roba che dovevo assolutamente consegnare a un mio vecchio conoscente, ma ero bloccato dal traffico più infernale che Roma avesse mai visto. Chi chiamo? Lui, ovviamente! "Sì, certo, ti do una mano, ci mancherebbe!" mi dice con un tono così entusiasta che quasi mi commuovo. Risultato? L'ho aspettato per un'ora, ho perso un appuntamento importantissimo e lui, alla fine, è passato a ritirare la roba con un "Grazie, ciao!" detto a mezza bocca, mentre già rispondeva al telefono. Vabbè, sorvoliamo.
Ecco, questa è una delle mille sfaccettature del detto popolare: "Chi è troppo buono ci rimette sempre". Un'espressione che sentiamo dire sin da piccoli, magari sussurrata dalla nonna dopo l'ennesima volta che siamo stati "fregati" da qualcuno. Ma è davvero così? Dobbiamo diventare dei cinici insensibili per sopravvivere? Boh, chi lo sa. Io, nel mio piccolo, ho notato alcune cose interessanti.
Spesso, quando siamo troppo buoni, finiamo per:
- Dire sempre di sì, anche quando vorremmo dire di no. E poi ci ritroviamo a fare cose che non ci vanno giù.
- Dare tutto noi stessi, pensando che l'altro ricambi allo stesso modo. E invece... be', avete presente la mia storia dello zaino?
- Non mettere dei confini chiari. Lasciamo che gli altri si approfittino della nostra disponibilità. Non è bello, eh?
- Sottovalutare la malizia altrui. A volte, semplicemente, c'è chi è più furbo o più... opportunista.
Ma attenzione, non sto dicendo che dobbiamo diventare delle statue di marmo, fredde e indifferenti. La gentilezza è una virtù, questo è fuori discussione! È la troppa bontà, quella che ci porta a trascurare i nostri bisogni, a sentirci sfruttati e a provare frustrazione, quella che ci fa "rimettere". È un po' come quando mangi troppa cioccolata: all'inizio è stupendo, poi ti viene il mal di pancia. Capito il paragone?

Forse il segreto sta nell'equilibrio. Essere buoni, sì, ma con intelligenza. Essere generosi, ma senza farsi mettere i piedi in testa. Mettere un po' di sana autostima al primo posto. Perché, diciamocelo, se tu non ti rispetti, come puoi aspettarti che ti rispettino gli altri? Eh già. A volte è proprio questo il nodo da sciogliere.
Quindi, la prossima volta che vi sentite sfruttati, chiedetevi: sto dando troppo? Sto chiedendo troppo poco per me stesso? Non è egoismo, è autoconservazione, chiamiamola così. E se poi qualcuno vi dice che siete diventati "freddi" o "strani", beh, forse state solo imparando a proteggervi. E in questo mondo, non è mica una cosa da poco. Vero?