Chi è L'assassino Nel Film Assassinio Sull'orient Express

Allora, gente, mettetevi comodi e prendete un caffè, perché oggi vi racconto una storia da far girare la testa, roba da veri intenditori di misteri con un pizzico di sfarzo e tanto, tantissimo suspense. Parliamo di quell'affare pazzesco che è "Assassinio sull'Orient Express". No, non vi sto per fare un riassunto da scolara annoiata, ma per svelarvi, con un sorriso e magari un occhio strizzato, chi diavolo era l'assassino in quella baraonda di gente elegante e sospetti nascosti.

Immaginatevi la scena: un treno di lusso, l'Orient Express, che sferraglia nel mezzo di una nevicata che sembra uscita da un film di fantascienza (o da una puntata particolarmente drammatica di "La casa nella prateria", insomma, quel tipo di isolamento!). Tutti a bordo sono dei tipi loschi, o almeno così sembrano. C'è questa riccona pazzesca, Signorina Ratchett, che poi, diciamocelo, era più che ricca, era... uhm, come dire... un personaggio con un passato piuttosto turbolento. E proprio lì, nel suo scompartimento, viene trovata... beh, fatta fuori. Non proprio un bel modo di iniziare una vacanza, eh?

E chi ti salta fuori per risolvere il caso? Ma certo, lui, il nostro baffuto detective preferito, quell'ometto geniale con un ego grande quanto il vagone ristorante, Hercule Poirot! Quello che vede dettagli che noi nemmeno sogniamo, che si lava le mani tre volte al giorno e che ha la mania di mettere i cuscini in modo simmetrico. Un tipo... particolare, diciamo. E subito si mette a interrogare tutti, con quella sua aria da chi sa tutto ma non dice niente finché non ha raccolto abbastanza prove per fare una scena teatrale.

Il bello, amici miei, è che tutti hanno un alibi, ma tutti hanno anche un motivo! C'è la signora svampita che sembra sempre sul punto di svenire, il colonnello burbero con la sua barba incolta, la principessa russa che parla con un accento che fa tremare i vetri, il professore un po' svampito, la governante che sembra uscita da un convento dimenticato dal tempo... Insomma, un campionario umano degno di un circo, ma con vestiti di alta sartoria.

Poi c'è questo mistero che ti mangia vivo. La vittima, la Signorina Ratchett, aveva un nome vero? Ah, no! Era Cassetti, un nome che faceva rima con "casini" e "dannazione". E perché Cassetti? Perché era il nome di un tizio che anni prima aveva rapito e ucciso una bambina, la piccola Daisy Armstrong. Ecco, la trama si infittisce più di un maglione di lana in estate!

Assassinio sull'Orient Express Recensione Cinema | The Games Machine
Assassinio sull'Orient Express Recensione Cinema | The Games Machine

Ora, qui viene il bello. Poirot si rende conto che questa non è una rapina finita male, non è un delitto passionale come quelli che vediamo nei telefilm di prima serata. Qui c'è qualcosa di più profondo, qualcosa che lega tutti quei passeggeri in un modo che nemmeno il filo spinato riuscirebbe a fare. Ogni singolo passeggero, a modo suo, era collegato alla famiglia Armstrong, la famiglia distrutta dalla furia omicida di Cassetti-Ratchett.

C'era la tata che era stata la tata di Daisy, la marchesa che era la madre di Daisy, il colonnello che era il padre di Daisy, il dottore che aveva curato la madre di Daisy, la segretaria che era la figlia del direttore del treno che era anche il suocero di Cassetti (un bel casino, vero? Praticamente era una riunione di famiglia allargata, ma per motivi... un po' più drammatici).

Assassinio sull'Orient Express: è online il nuovo, bellissimo poster
Assassinio sull'Orient Express: è online il nuovo, bellissimo poster

E qui, cari miei, arriva la parte che ti fa dire: "Ma dai! Non ci posso credere!". Poirot, con la sua logica da samurai dei misteri, mette insieme i pezzi del puzzle. Nota che ogni persona ha dato un colpo. Dodici colpi, per essere precisi. Dodici pugnalate. Ma come? Uno solo ha ucciso, giusto? O forse no? E se... e se fossero stati tutti?

Pensateci bene. Ogni passeggero aveva una motivazione fortissima per vendicare la piccola Daisy. Ognuno di loro aveva perso qualcosa, aveva sofferto a causa di Cassetti-Ratchett. Era una giustizia fai da te, un'esecuzione collettiva, un modo per portare il criminale davanti a un tribunale che lo condannasse per sempre, visto che la giustizia ufficiale aveva fallito miseramente.

Quindi, chi è l'assassino? La risposta, che ti fa aprire gli occhi come due piattini, è: TUTTI! Sì, avete capito bene. Ogni singolo passeggero sull'Orient Express ha partecipato all'omicidio di Cassetti-Ratchett. Era un piano ben architettato, una sorta di vendetta corale. Ognuno ha sferrato un colpo, contribuendo a eliminare il colpevole.

Assassinio sull’Orient Express | Trailer Ufficiale #2 | 20th Century
Assassinio sull’Orient Express | Trailer Ufficiale #2 | 20th Century

È incredibile, vero? Nessuno si aspetta un colpo di scena del genere. Di solito c'è un solo cattivo, quello con il cappello nero e il mantello svolazzante. Qui invece abbiamo un intero treno di persone, tutte con un motivo, tutte con la possibilità di agire.

Poi, ovviamente, Poirot, con la sua morale da gentleman inglese (anche se è belga, ma non ditelo a nessuno), si trova di fronte a una scelta difficile. Denunciare tutti, anche se hanno fatto una cosa che, in fondo, aveva un suo senso di giustizia? O lasciare che la cosa passi, che il criminale sia stato punito, anche se in modo non convenzionale?

Assassinio sull'Orient Express | Trailer Ufficiale HD | 20th Century
Assassinio sull'Orient Express | Trailer Ufficiale HD | 20th Century

E indovinate un po'? Poirot, con quel suo fare enigmatico, decide di presentare due soluzioni. Una, quella della "realtà", dove un killer misterioso è entrato e uscito dal treno (una palese bugia, ma comoda). L'altra, quella che noi, cari lettori, abbiamo appena scoperto: la vendetta corale. E la sua soluzione finale è... beh, lasciamo che sia lui a decidere, ma fidatevi, è un finale che ti fa riflettere!

Quindi, la prossima volta che sentite parlare dell'Orient Express, ricordatevi non solo dell'eleganza e del mistero, ma anche di questa incredibile storia di giustizia, vendetta e di un gruppo di persone che hanno deciso di farsi giustizia da soli. È un promemoria che a volte, le storie più sorprendenti non hanno un solo colpevole, ma una intera banda che lavora... o meglio, che pugnala... all'unisono!

E poi, pensateci, quanti di noi, se si trovassero in una situazione del genere, non si unirebbero a questa "squadra"? Magari non con un coltello, ma con un pensiero, con un desiderio di giustizia. È questo il bello dei gialli di Christie, che ti fanno pensare anche a te stesso. Chi lo sa, magari un giorno, quando siete in vacanza su un treno e sentite un urlo provenire dallo scompartimento accanto, potreste ritrovarvi a fare parte di un mistero ancora più grande! Stai attento, eh!