
Allora, diciamocelo. Chi di noi non si è mai chiesto, guardando Attack on Titan, "Ma io, che personaggio sarei?". È una domanda importante. Quasi più importante di chi vincerà la guerra, credetemi. E sebbene tutti vogliano essere Eren Jaeger con la sua rabbia epica, o magari Mikasa Ackerman con la sua forza invincibile, io ho una teoria un po' diversa. Una teoria, oserei dire, un po' impopolare.
Parliamoci chiaro. La vita reale non è fatta di Titani che ti saltano addosso. È fatta di scadenze, di incontri noiosi, di gente che ti ruba l'ultimo cornetto. E in questo scenario, chi saremmo noi? Non certo il comandante Erwin Smith, che ha sempre un piano geniale per tutto. Io no, di sicuro. Il mio piano geniale è trovare il telecomando.
E nemmeno Levi Ackerman. Oh, certo, lui è fantastico. Pulito, efficiente, capace di abbattere un esercito di nemici prima ancora di farsi un caffè. Ma la verità è che io sono più una persona da divano. Il mio movimento più atletico della giornata è raggiungere il frigorifero. Quindi, Levi, ti ammiro, ma non mi ci vedo proprio.
Allora, chi siamo veramente in questo mondo di Titani e di battaglie titaniche? Beh, se siete come me, probabilmente siete quel personaggio che, appena vede un'ombra sospetta, pensa subito: "Ok, meglio nascondersi sotto le coperte." Non siete eroi che si lanciano nella mischia con uno sguardo deciso. Siete quelli che cercano la via di fuga più discreta.
Penso che molti di noi siano, in realtà, dei Jean Kirstein. Sì, lo so, Jean non è esattamente l'eroe del momento. All'inizio è un po' codardo, un po' lamentoso, sempre pronto a fare domande scomode tipo "Ma siamo sicuri che questa sia una buona idea?". Suona familiare? A me sì. Molto.

Jean è quello che pensa in modo pragmatico. È quello che, di fronte a un pericolo mortale, non si mette a urlare "Per l'umanità!". Si mette a pensare: "Come faccio a non farmi mangiare?". È quello che cerca di capire se c'è un modo meno rischioso. È quello che, a volte, si lamenta un po', ma alla fine fa quello che deve fare. Non è il più coraggioso, non è il più forte, ma è quello che ha i piedi per terra.
Pensateci. Quante volte vi siete trovati in una situazione in cui avreste voluto essere un po' più come Armin Arlert, con la sua intelligenza acuta e la sua capacità di risolvere problemi con il cervello? Ma poi, diciamocelo, la maggior parte delle volte ci sentiamo più come Jean, che si aggrappa alla speranza che qualcun altro abbia già pensato a tutto, mentre lui cerca di non finire nei guai.
E che dire di Connie Springer? Connie è un personaggio adorabile. È leale, è un po' ingenuo, ma ha un cuore d'oro. È quello che fa battute per alleggerire la tensione, anche quando la tensione è così alta che potresti tagliarla con un coltello. È quello che si preoccupa per i suoi amici e che fa del suo meglio, anche se non è sempre il più brillante. Mi ci ritrovo molto in quella sua sincerità un po' buffa.

Magari non siamo i guerrieri più feroci, ma siamo quelli che portano avanti la storia con le nostre piccole, grandi preoccupazioni. Siamo quelli che magari ci nascondiamo un po' dietro gli eroi più appariscenti, ma senza di noi, chi gli darebbe quel tocco di realismo? Chi farebbe notare che quella strategia, per quanto coraggiosa, potrebbe lasciarli senza munizioni tra un'ora?
Poi c'è la questione dei Titani. Se vedessi un Titano, la mia prima reazione sarebbe quella di urlare e correre nella direzione opposta. Non di affilare le mie lame. Non di studiarne i punti deboli. Proprio di correre. E correre. E magari inciampare, perché ovviamente la mia fortuna è sempre quella.
Quindi, quando vi chiedete "Che personaggio di Attack on Titan sei?", prendetevi un momento. Non pensate alla gloria, pensate alla realtà. Siete quelli che vorrebbero che qualcuno pulisse il bagno? Siete quelli che si lamentano del caffè scadente? Siete quelli che cercano il posto migliore sul divano? Allora siete come me, probabilmente un sacco di personaggi secondari, ma essenziali. Forse un po' Jean, un po' Connie, un po' quel soldato che ha l'espressione terrorizzata ma che comunque tiene la sua posizione.

Pensate a Sasha Braus. Lei è fantastica! Il suo amore per il cibo è qualcosa che tutti noi possiamo capire e apprezzare. Quella sua fame perenne, quella sua capacità di trovare gioia nelle cose semplici come una patata. Ecco, io mi sento molto Sasha quando vedo una fetta di torta. È un legame profondo.
E anche se non avremo mai l'abilità di tagliare il collo a un Titano in pochi secondi, abbiamo le nostre capacità. Magari siamo bravi a organizzare una festa. Magari siamo bravi a fare battute che fanno ridere. Magari siamo bravi a consolare un amico. Queste sono cose importanti, no? Sono le cose che rendono la vita, anche quella minacciata dai Titani, un po' più sopportabile.
Quindi, la prossima volta che guardate Attack on Titan, non sentitevi in dovere di essere l'eroe. Sentitevi liberi di essere il tipo che, durante una battaglia epica, si preoccupa solo di non rimanere senza acqua. O quello che, mentre tutti gridano "Muori, Titano!", pensa "Spero solo che non rovinino il mio giardino."

Perché, diciamocelo, la vera forza non sta solo nel brandire spade o nell'avere poteri incredibili. La vera forza sta nell'essere umani. Con le nostre paure, con le nostre debolezze, ma anche con la nostra capacità di resistere. Di arrangiarci. Di trovare un modo per andare avanti, anche quando tutto sembra perduto. E in questo, cari amici, siamo tutti un po' Jean Kirstein, un po' Connie Springer, e un po' anche quella gente comune che, nel suo piccolo, fa la differenza. E questo, a mio parere, è molto più eroico di quanto si possa pensare.
Magari non avremo mai un cavallo. Ma avremo sempre la fame. E quella è una motivazione che funziona sempre, in qualsiasi mondo, con o senza Titani.