
Amici, parliamoci chiaro. C’è questa ricorrenza, San Michele. Ogni anno, stessa storia. Ma, diciamocelo, non è che ci strappiamo i capelli dall'entusiasmo, vero?
Ma quindi, che giorno è questo benedetto San Michele?
Ecco, qui si apre un mondo. Tutti sanno che esiste, ma poi... che giorno è di preciso? Qualcuno dice il 29 settembre. Altri borbottano "boh, fine settembre?". Insomma, un gran casino. Ammettiamolo: quanti di voi se lo ricordano senza Google?
La verità (scomoda) su San Michele
Ed è qui che arriva la mia opinione "unpopular". Preparatevi. Secondo me, San Michele è un po' il parente sfigato delle feste. Natale è Natale, Pasqua è Pasqua, Ferragosto è Ferragosto. Ma San Michele… beh, San Michele è lì, in un angolo, che aspetta che qualcuno si ricordi di lui. Un po’ come quel cugino che nessuno invita mai al matrimonio.
Non fraintendetemi! Rispetto la tradizione, i santi, e tutto quanto. Però, parliamoci chiaro: cosa si fa a San Michele? Si mangia qualcosa di tipico? Si fanno processioni spettacolari? Si va in gita fuori porta? No. Di solito, si controlla su Google che giorno è e poi si va avanti con la propria vita. Senza rancore, eh!
Poi, certo, ci sono i paesi che festeggiano alla grande il loro patrono. Ma, diciamocelo ancora, la festa patronale di un paesino è bella per gli abitanti del paesino. Difficilmente attira orde di turisti assetati di folklore. A meno che non ci sia la sagra della porchetta, ovviamente. Lì cambia tutto.

San Michele: un santo con poca verve?
Sarà che l'arcangelo Michele è un tipo serioso. Mica come San Gennaro che fa il miracolo del sangue e crea un'attesa spasmodica. San Michele, invece, combatte il male. Certo, importante, per carità! Ma vuoi mettere l’appeal di un miracolo tangibile, sanguinolento e, diciamocelo, un po’ macabro?
E poi, diciamocelo un'altra volta (sì, lo so, sono ripetitivo). A San Michele, cosa ci si regala? Niente! A Natale c’è la corsa al regalo, a Pasqua l’uovo di cioccolato, a San Valentino il cuoricino. Ma a San Michele? Forse una statuetta dell'arcangelo? Magari qualcuno la compra, ma non è proprio il regalo che fa impazzire di gioia, ammettiamolo.

Ma forse, in fondo, è proprio questa sua "normalità" che rende San Michele così... italiano. Un santo che c'è, ma non si fa notare troppo. Un po' come la burocrazia: sai che esiste, ma cerchi di evitarla il più possibile.
Quindi, la prossima volta che vi chiederete "che giorno è San Michele?", non sentitevi troppo in colpa se non lo sapete. In fondo, non siete soli. E, forse, nemmeno San Michele se la prende più di tanto. Probabilmente sta troppo impegnato a combattere il male per stare dietro al calendario. O forse, semplicemente, se ne frega.

Conclusione? Viva San Michele. Ma anche viva Google. E viva la sincerità!
E voi? Siete fan di San Michele? Ditemi la vostra! Sono curioso di sapere se sono l'unico eretico a pensarla così!