Certezza Di Morte Scarse Possibilità Di Successo Che Cosa Aspettiamo

Allora, ragazzi, sedetevi comodi, prendetevi un caffè (o magari qualcosa di più forte, a seconda di quanto siete avventurosi oggi) perché vi devo raccontare una cosa. Una cosa che, diciamocelo, fa un po' paura, ma che trattata nel modo giusto, diventa quasi... divertente. Sto parlando di quella frase che suona un po' come il titolo di un film d'azione di serie B: “Certezza di morte, scarse possibilità di successo. Che cosa aspettiamo?

Vi è mai capitato? Quel momento in cui ti ritrovi in una situazione tipo “Ok, qui si sta andando a fuoco, ma magari, chissà, se corro abbastanza veloce riesco a uscire prima che cada tutto addosso”. Ecco, quella è l'essenza di questa frase. È la filosofia del “siamo fritti, ma proviamoci lo stesso”.

Pensateci: nella vita, quante volte ci siamo trovati di fronte a un bivio con una strada chiaramente segnata da teschi e ossa incrociate, e l'altra che… beh, l'altra non è che sia proprio un prato fiorito, diciamo che è più un sentiero sassoso con qualche roccia sporgente. E noi? Noi siamo lì, a guardarci intorno, con un punto interrogativo gigante sopra la testa, tipo cartone animato. “Ehm, dov'è il pulsante di annullamento?”

La verità, amici miei, è che la vita è un po' come una partita a dadi truccata. A volte ci sembra di aver tirato un sei, altre volte un uno. Ma la cosa bella (o brutta, a seconda del vostro livello di pessimismo cosmico) è che il dado è sempre lì, pronto a rotolare. E noi? Noi siamo lì con le mani tremolanti, a decidere se lanciarlo o no.

L'arte di lanciarsi nel vuoto (con un paracadute sperando che funzioni)

Ma torniamo alla nostra frase epica. “Certezza di morte”. Suona forte, vero? Sembra che stiamo parlando di un’invasione aliena o di una gara di rally su un campo minato. E in un certo senso, lo è. Ogni volta che ci poniamo un obiettivo ambizioso, ogni volta che decidiamo di fare qualcosa di veramente grande, ci mettiamo in gioco. E il rischio, diciamocelo, c'è sempre. Chi non risica, non rosica, dice il proverbio. Ma a volte, a rischiare, si rischia di finire… beh, rosicati.

Pensate a quelle imprese eroiche che leggiamo nei libri di storia o vediamo al cinema. C’erano sempre quelli che dicevano: “Ma guarda che roba, è una follia! Sbaglieranno di sicuro!” E spesso, questi “sbagli” finivano per diventare leggenda. Tipo Cristoforo Colombo. “Navigherò fino alla fine del mondo, signori, e scoprirò un’India che nessuno ha mai visto!” E i suoi marinai: “Capitano, ma se andiamo giù tutti quanti? E se ci mangiano i mostri marini? E se finiamo nel buco nero tra le stelle?” Beh, Colombo è andato, ha trovato l'America (con un piccolo disguido sulla destinazione, ma dettagli), e noi siamo qui a parlarne. Diciamo che il suo paracadute era un po’ più… navale.

Scheda di morte ISTAT - CHIARINI Studio Legale
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Il punto è che la “certezza di morte” di cui parliamo non è sempre una morte letterale, ovvio. A meno che non stiate meditando di fare un selfie con un rinoceronte arrabbiato, in quel caso, amici miei, la certezza è alta e le possibilità di successo… diciamo che la macchina fotografica potrebbe non riuscire a registrare l'evento.

Parliamo piuttosto della morte metaforica. La morte di un’idea, la morte di un progetto, la morte della nostra reputazione se falliamo clamorosamente. È quel timore che ci blocca, quel piccolo demone sulla spalla che sussurra: “Non farlo, ti prego, non farlo! Pensa al peggio!”

E poi c’è l’altra metà della medaglia: “Scarse possibilità di successo”. Ah, questa è un classico. Quante volte vi è stato detto: “Ma che cosa ti metti a fare? È una perdita di tempo!” Oppure: “Hai provato? Ah, ecco. Lo sapevo.” È la voce della saggezza popolare, quella che ti fa rimanere nel tuo comodo angolino, al sicuro da ogni possibile fallimento, ma anche da ogni possibile gloria.

PPT - SUCCESSIONI per causa di morte PowerPoint Presentation, free
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Pensate al primo lancio di un razzo spaziale. Le probabilità che qualcosa andasse storto erano… beh, diciamo che erano più alte delle probabilità di trovare un parcheggio a Roma il sabato pomeriggio. Eppure, qualcuno ha detto: “Facciamolo lo stesso!” E grazie a quella gente, oggi mandiamo gente sulla luna e facciamo videochiamate con amici che vivono dall'altra parte del pianeta. Chi l’avrebbe mai detto che lanciarsi nel vuoto cosmico potesse essere così utile?

Ma allora, che cosa aspettiamo?

Ecco il punto cruciale: “Che cosa aspettiamo?” Aspettiamo che le probabilità aumentino? Aspettiamo che il percorso diventi meno impervio? Aspettiamo che qualcuno ci dia il permesso o che ci venga servita su un piatto d’argento la certezza del successo? Se è così, temo che potremmo aspettare… beh, per sempre. E francamente, non mi sembra un piano molto eccitante.

A volte, le migliori avventure iniziano proprio quando la situazione sembra più disperata. È come in quei film dove il protagonista è intrappolato in una stanza senza uscita, con solo un graffio sul muro e un telecomando rotto. Cosa fa? Esatto! Inizia a grattare il muro con l'unghia del mignolo, sperando di trovare un passaggio segreto. E magari lo trova! O magari si rompe un'unghia e finisce per chiamare il tecnico. Ma almeno ci ha provato!

La bellezza di queste situazioni è che ci costringono a tirar fuori il meglio di noi. Ci fanno pensare fuori dagli schemi, perché gli schemi, in quel momento, non servono a niente. Dobbiamo improvvisare. Dobbiamo essere creativi. Dobbiamo, diciamocelo, essere un po' folli.

Dichiarazione sostitutiva certificato di morte: scarica il modello
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E poi c'è un altro fatto interessante, che forse non tutti conoscono: le persone più di successo, quelle che hanno davvero lasciato il segno, non sono quelle che non hanno mai fallito. Al contrario, sono quelle che hanno fallito più volte, ma si sono rialzate ogni volta. Pensate a Edison che, cercando di inventare la lampadina, ha fatto migliaia di tentativi falliti. Quando gli hanno chiesto come si sentisse a fallire così tante volte, lui ha risposto: “Io non ho fallito. Ho semplicemente trovato 10.000 modi che non funzionano.” Ecco, questo è lo spirito giusto!

Quindi, la prossima volta che vi trovate di fronte a una “certezza di morte, scarse possibilità di successo”, invece di farvi prendere dal panico, pensateci un attimo. Chiedetevi: “E se questo fosse il momento giusto?” E se fosse proprio questa situazione assurda a portarmi dove devo essere?”

I benefici nascosti (e a volte dolorosi) dell’avventura

Ci sono dei benefici, ve lo assicuro, anche quando le cose vanno a rotoli. Primo fra tutti, si impara un sacco. Quando si naviga in acque agitate, si impara a nuotare meglio. E anche se non si arriva alla meta desiderata, si scoprono nuove rotte, si incontrano nuovi porti (metaforici, ovviamente, a meno che non siate effettivamente pirati). E poi, c'è la soddisfazione di averci provato. Di aver affrontato la paura e aver detto: “Ehi, vita, tu mi metti di fronte a questo? Ok, vediamo cosa riesco a fare.”

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Un'altra cosa: il fallimento, quando non è catastrofico, a volte è la migliore medicina. Ci riporta con i piedi per terra, ci ricorda che non siamo invincibili (anche se a volte ce la raccontiamo), e ci spinge a migliorare. È come quando un atleta si infortuna e deve passare un po’ di tempo a recuperare: spesso torna più forte e più consapevole dei suoi limiti.

E poi, diciamocelo, le storie più belle sono quelle con un po’ di drammaticità. Nessuno si emoziona per una vita perfetta e senza intoppi. Le vite che ci ispirano sono quelle piene di ostacoli superati, di momenti in cui tutto sembrava perduto, ma alla fine… boom! Vittoria!

Quindi, la prossima volta che sentite quella vocina che vi dice: “È impossibile, non ce la farete mai”, rispondetele a tono. Ditele: “Forse hai ragione, ma vediamo cosa succede.” E poi, prendete quel dado truccato e lanciatelo con tutta la forza che avete. Perché, alla fine, cosa abbiamo da perdere, oltre alla nostra comoda monotonia?

La vita è un viaggio, non una destinazione. E a volte, i percorsi più selvaggi sono quelli che portano ai panorami più mozzafiato. Quindi, “Certezza di morte, scarse possibilità di successo. Che cosa aspettiamo?” Aspettiamo… l'inizio dell'avventura! E ricordate: anche se cadi, meglio cadere provando a volare che rimanere fermi a guardare gli altri farlo. Alla vostra salute e ai vostri coraggiosi tentativi!