
Ammettiamolo. Dicembre è un periodo magico. Panettoni, lucine che pisciano (lo so, suona male, ma è la verità!), e... il presepe. Un classico. Però, parliamoci chiaro, c'è presepe e presepe.
Il presepe della nonna, per esempio. Quello con la grotta di sughero che sembra una frana appena avvenuta. E le statuine di gesso che, a furia di cadere, hanno perso qualche dito. Un incubo per chi ha un minimo di senso estetico. Ma hey, è tradizione!
E poi arrivano... Le casette di cartone.
Oh, le casette per il presepe di cartone. Quelle che compri al supermercato, belle impacchettate, pronte per essere assemblate. Promettono un'ambientazione da Betlemme "deluxe". Ma poi?
Ecco, qui arriviamo al mio pensiero "scandaloso". Non mi piacciono. Lo so, ditemi pure Grinch. Ma c'è qualcosa in quelle casette di cartone che mi fa storcere il naso.
Troppo perfette?
Forse è la perfezione. Troppo squadrate, troppo colorate, troppo... finte. Sembrano uscite da un cartone animato. Dove è finita la rusticità? La polvere del deserto? Il senso di precarietà che, diciamocelo, un presepe dovrebbe trasmettere?

Le mie statuine di pastori (soprattutto quel pastore un po' brillo che ha sempre la testa che ciondola) sembrano spaesate in mezzo a quelle villette a schiera in miniatura. Si sentono come turisti in un resort di lusso.
Un'alternativa c'è sempre (e spesso è più divertente)
Preferisco di gran lunga un presepe "fatto in casa". Con la carta roccia recuperata dal pacco delle scarpe nuove. Con il muschio (rigorosamente preso di nascosto dal vaso della vicina, scherzo!). Con i sassi raccolti al parco. È imperfetto? Certo! Ma è unico. È nostro.

Anzi, vi confesso una cosa. Un anno, per mancanza di tempo (e forse anche di voglia), ho fatto un presepe usando solo i Lego di mio figlio. È venuto fuori un pastore con l'elmetto e una Madonna con i capelli a punta. Un disastro. Ma ci siamo divertiti un mondo a costruirlo! E alla fine, non è questo che conta?
E poi, diciamocelo, quelle casette di cartone. Dopo Natale? Fanno una brutta fine. Ammassate in una scatola in soffitta, pronte a essere dimenticate fino all'anno successivo. Non un gran destino, no?

Morale della favola? Non abbiate paura di osare. Di essere imperfetti. Di usare i Lego. L'importante è che il vostro presepe (con o senza casette di cartone) vi faccia sorridere. E vi ricordi il vero significato del Natale.
E se proprio non riuscite a fare a meno delle casette di cartone... Beh, almeno aggiungete un po' di polvere! Quel tocco di "vita vissuta" non guasta mai. Parola mia!