
Ricordo ancora quando, da piccolo, dopo aver finito i compiti (un’impresa epica, eh sì, anche noi del resto eravamo bambini!) mi appollaiavo davanti alla TV con una tazza di latte e biscotti. Era un rituale sacro. Appena si accendeva la sigla di UFO Robot Goldrake, l’emozione era alle stelle! Quel robot gigante, che usciva dalla terra… mamma mia, che spettacolo! E non c’era nessun telecomando a interrompere la magia, solo la voce del presentatore che annunciava il programma. Tempi d'oro, ragazzi, tempi d'oro.
E se vi dico anni '70 e '80, cosa vi viene in mente? Esatto, i cartoni animati! Quei meravigliosi, coloratissimi e spesso un po' folli disegni animati che hanno definito la nostra infanzia (o almeno quella di tanti di noi che ora siamo qui a navigare su internet). Ma cosa rendeva quei cartoni così speciali? E perché ancora oggi li ricordiamo con tanta nostalgia?
Diciamocelo, non erano tutti capolavori didattici, diciamocelo apertamente! Alcuni avevano trame che a ripensarci oggi fanno venire il dubbio se fossero stati scritti dopo aver bevuto caffè bollente, ma era proprio questa loro ingenuità, questa loro follia a conquistarci.
Pensiamo ad alcuni dei protagonisti che ancora oggi sono nella memoria collettiva:
- Mazinga Z: Il pioniere, il primo vero robot che ci ha fatto sognare battaglie intergalattiche. Chi non ha mai provato a imitare la posa di lancio del suo Raggio Razzo?
- Capitan Harlock: Il pirata spaziale dall'animo nobile. Un po' malinconico, un po' ribelle, con la sua Arcadia che solcava l'infinito. Un personaggio complesso, quasi esisteziato per un cartone animato!
- Daitarn 3: Ricordate la sua risata sguaiata? E quel suo modo di risolvere tutto con una battuta? Sicuramente un'altra maniera di affrontare i problemi, non trovate?
- Holly e Benji: Ok, questo è più anni '80, ma come non citarlo? Il sogno di ogni bambino che ha messo piede su un campo da calcio. E quelle partite interminabili, che duravano più di una stagione intera di Serie A! Incredibile, vero?
E poi c'erano quelli con un tocco più educativo, ma sempre avvolti in un'aura di avventura:

- Il était une fois… la Vie: Chi ha imparato l'anatomia grazie a delle cellule animate? Io sì! Era come una lezione di biologia fatta dai nostri amici disegnati. Geniale, a pensarci ora.
- L'ape Maia: Dolce, curiosa, sempre pronta ad esplorare. Ci ha insegnato che anche le cose piccole possono essere straordinarie.
Questi cartoni non erano solo intrattenimento. Erano un modo per esplorare il mondo, per imparare (spesso senza accorgercene), e soprattutto, per sognare. Erano un antidoto alla noia, un portale verso mondi fantastici dove tutto era possibile. Erano pieni di valori, di amicizia, di coraggio, e anche di quelle immancabili dosi di romance che ci facevano sospirare.
Oggi, con la miriade di serie animate che ci sono, ci chiediamo se avranno lo stesso impatto. Ma una cosa è certa: i cartoni animati degli anni '70 e '80 hanno lasciato un segno indelebile. Sono un pezzo della nostra storia, della nostra identità. E ogni tanto, quando sentiamo una vecchia sigla alla radio o vediamo un’immagine vintage, un tuffo al cuore è assicurato. Scommettiamo?