Campionato Mondiale Di Formula 1 2020

Ah, il Campionato Mondiale di Formula 1 2020! Che anno, ragazzi, che anno. Se vi state chiedendo perché sto sorridendo come un bambino che ha appena scoperto il gelato al pistacchio, beh, probabilmente è colpa della F1 del 2020. Certo, non è stata la stagione più "normale" di sempre. Diciamocelo, l'idea di vedere 17 gare in giro per il mondo con mascherine e gel igienizzante sembrava uscita da un film di fantascienza distopica. Ma ecco il punto, ed è qui che arriva la mia opinione un po' strana, preparatevi a non essere d'accordo:

La F1 del 2020, a modo suo, è stata fantastica. Sì, avete sentito bene. Fantastica! Forse un po' perché eravamo tutti chiusi in casa, a guardare la TV con il naso incollato allo schermo, ma c'era qualcosa di magico. C'era un senso di rarità, di evento prezioso. Non potevamo dare per scontate le gare. Ogni semaforo verde era un piccolo miracolo.

E poi, diciamocelo, c'è stato Lewis Hamilton. Ancora. E ancora. E ancora. Il buon Lewis ha praticamente fatto un pisolino sul volante per gran parte della stagione e si è svegliato solo per vincere. A un certo punto, mi aspettavo di vederlo addormentarsi durante la premiazione. Ma no, sempre sul gradino più alto. È diventato una specie di statua vivente del successo. Se i record potessero parlare, credo che la voce di Hamilton sarebbe quella più roca per aver urlato troppo forte ogni volta che tagliava il traguardo. Settimo titolo mondiale, mica pizza e fichi. Ormai si contano i titoli come si contano le dita delle mani, e a Lewis servono altre mani.

Ma la vera sorpresa, la scintilla che ha reso questa stagione più interessante del solito, è stata la lotta per le posizioni di rincalzo. Dimenticatevi per un attimo le Mercedes che sfrecciavano in solitaria. Nel 2020, c'era un sacco di bagarre dietro. E quando dico bagarre, intendo quasi un inseguimento tra il luna park e una sagra di paese. C'erano macchine che cambiavano posizione più velocemente del mio umore il lunedì mattina.

Pensate a Valtteri Bottas. Ah, Valtteri. Sempre lì, il compagno di squadra perfetto. Quello che arriva secondo quando Lewis vince e che, con un po' di fortuna, magari vince lui quando Lewis si addormenta per davvero. Bottas, con quel suo cipiglio da bravo ragazzo, è una figura quasi romantica in questo sport. Un po' come il protagonista di un film che sai già come andrà a finire, ma che guardi comunque perché, in fondo, speri in un colpo di scena. Purtroppo per lui, i colpi di scena non arrivavano abbastanza spesso.

F1, Mondiale 2020: l'elenco completo dei partecipanti e le nazionalità
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E poi c'era il DRS, il nostro amico DRS. Quell'alettone mobile che ha salvato più sorpassi di un bagnino in spiaggia ad agosto. Era uno spettacolo vedere le macchine che si avvicinavano, si aprivano le ali e via! Una specie di gara nella gara: chi usa meglio il DRS. A volte sembrava che i piloti avessero un telecomando nascosto, premendo il pulsante al momento giusto. "Oops, scusa, ti ho sorpassato. Era il DRS, non io."

Ma il vero eroe non celebrato, per me, è stato Max Verstappen. Ah, Max! Quel ragazzo è un concentrato di pura, incontrollata, gioia di guidare. Ogni volta che sale su quella Red Bull, sembra che stia partecipando a una gara di Go-Kart con i suoi amici, solo che i suoi amici sono i migliori piloti del mondo e le sue macchine costano quanto una villa. È uno spettacolo vederlo. Ogni sorpasso è una dichiarazione d'amore alla velocità. E nel 2020, anche se non ha potuto lottare per il titolo assoluto, ci ha regalato momenti di pura magia. Ogni volta che si avvicinava a una Mercedes, si sentiva una piccola scossa nell'aria. Tipo quando stai per fare un tuffo e senti l'adrenalina che sale.

"Nel 2020, il vero spettacolo era spesso dietro le prime posizioni. Una vera e propria giungla di sorpassi!"

E non dimentichiamoci di quella gara bellissima a Imola. Tornare lì, dopo anni, è stato come ritrovare un vecchio amico. L'atmosfera, il tifo (anche se limitato), la storia... e poi quella gara! Ha dimostrato che anche con un dominante Mercedes, potevamo ancora avere delle emozioni forti. La pioggia, i colpi di scena, i piloti che lottavano con le gomme. C'era un sentore di F1 "vecchio stile", quella F1 che ti faceva stare incollato alla sedia.

F1: tutti i piloti, i team e i numeri del mondiale 2020 - MotorBox
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E che dire delle altre squadre? La Renault, che con Daniel Ricciardo ha fatto delle prestazioni incredibili. Daniel, con quel suo sorriso smagliante e i suoi sorpassi audaci, è sempre un piacere vederlo in pista. Ogni tanto mi chiedevo se non stesse facendo tutto per il gusto di fare una battuta dopo la gara. Poi vedevo il suo terzo posto e capivo che era dannatamente serio. E poi, lo abbiamo visto anche fare quel famoso balletto sul podio, che è valso più di mille vittorie, secondo me. Un vero showman!

E la Racing Point? Ah, la "Mercedes rosa". Hanno fatto un lavoro incredibile, dimostrando che con le idee giuste si può competere anche con budget più piccoli. E poi c'era Sergio Perez. Un pilota incredibilmente sottovalutato per anni. Finalmente, nel 2020, ha avuto la sua occasione per brillare. Ogni volta che salivo sul podio, pensavo: "Ecco, questo è il pilota che meritava di più!" La sua gara a Sakhir, con quel motore che si rompeva e poi quel rimontone pazzesco, è stata una di quelle cose che ti fanno amare questo sport. Un vero guerriero!

2020 F1 - Campionato mondiale FIA di Formula 1 Round 11 - Lista di
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Perché dico che è stata fantastica, allora? Perché, nonostante tutto, la Formula 1 ha trovato un modo per essere rilevante e emozionante. Ha dimostrato la sua resilienza. Ha portato un po' di normalità, un po' di evasione, in un anno che non aveva nulla di normale. Ci siamo aggrappati a quelle gare come a un salvagente in un mare di incertezza. E in fondo, questo è il potere dello sport, no? Di unirci, di farci tifare, di farci dimenticare per un paio d'ore tutto il resto.

Certo, la dominante Mercedes e il dominio di Hamilton potrebbero far storcere il naso ai puristi. Ma anche in quell'uniformità, c'era una sorta di bellezza. La perfezione che si ripete, come una melodia ben suonata. E poi, ogni tanto, c'era quella gara inaspettata, quel lampo di genio di un altro pilota, quel colpo di fortuna o sfortuna che riscriveva la storia per un pomeriggio.

Quindi sì, il Campionato Mondiale di Formula 1 2020. Potrebbe non essere stato l'anno più imprevedibile di sempre, ma è stato un anno che ci ha ricordato perché amiamo questo sport. È stato un anno di sacrifici, di ingegno, e soprattutto, di velocità. E per questo, gli dico grazie. E magari, solo magari, sto già pensando a quale gelato prenderò la prossima volta che Lewis vincerà un altro titolo. Pistacchio, ovviamente.