
Ah, la Buona Domenica di Cristo Re. Una festa che, diciamocelo, a volte mi fa sentire un po' come quel bambino che non capisce la battuta. Tutti attorno sorridono e annuiscono seriamente, e io... boh.
Non fraintendetemi! Rispetto le tradizioni, le celebrazioni, tutto quanto. Ma, onestamente, questa storia del "Re dell'Universo" la trovo un tantino… pomposa. Un pochino teatrale. Come quando il mio vicino si veste da Imperatore Romano a Carnevale e pretende che gli porga i miei zucchini.
Ma è davvero necessario tutto questo?
Capisco il concetto, eh! Gesù come guida spirituale, modello di bontà, eccetera eccetera. Ma forse, e dico forse, non serve incoronarlo Re di TUTTO. Non basta che sia il Re del mio cuore, del mio soggiorno (quando non c'è mia suocera)?
E poi, ammettiamolo, a chi piace davvero essere governato? Anche da un Re benevolo. Anche da Cristo Re. Forse preferiremmo un buon presidente dell'assemblea condominiale che ascolta le nostre lamentele sul volume della televisione del vicino. Qualcosa di più… democratico, ecco.
Un Re… o un buon amico?
Forse, dico forse, sarebbe meglio concentrarci sull'aspetto più umano di Gesù. Quello che mangiava con i peccatori, che curava i malati, che raccontava parabole ai pescatori. Un Gesù più… accessibile, meno avvolto da trionfi e corone. Un Gesù che ti inviteresti a cena, non che ti aspetteresti sul trono.

Non so voi, ma io mi trovo più a mio agio con un Cristo che mi dà una pacca sulla spalla e mi dice: "Dai, non fare cavolate!", piuttosto che con uno che mi guarda dall'alto in basso, circondato da angioletti e cantando "Gloria in excelsis Deo".
E sia chiaro, non voglio offendere nessuno! Magari per voi questa festa è un momento di profonda riflessione e gioia spirituale. Per me, è più un'occasione per chiedermi se non sia il caso di comprare una nuova corona da mettere sul mio gatto.

Lo so, lo so. Forse ho detto un'eresia. Forse merito di essere scomunicato e mandato a pelare patate in un convento. Ma, come si dice, "libera nos a malo". E soprattutto, liberaci da un'eccessiva riverenza regale! Che, alla fine, un sorriso e una stretta di mano valgono più di mille inchini.
"Il regno di Dio è dentro di voi,"diceva qualcuno. E forse, è proprio lì che dovremmo cercarlo. Senza bisogno di corone, troni e tromboni.

Quindi, Buona Domenica di Cristo Re a tutti. E, mi raccomando, non prendetemi troppo sul serio! Magari, dopo la messa, andiamo a mangiare una pizza. Che è molto più regale di qualsiasi sermone.
E se qualcuno mi chiede chi è il Re dell'Universo, io rispondo: "Il mio gatto, quando si siede sulla finestra e guarda il mondo dall'alto". Scusate, dovevo dirlo.