Borderline Si Nasce O Si Diventa

Allora, parliamo un po’ di questa cosa che gira ultimamente: il Borderline. Hai presente? No, non parlo delle linee di confine tra i paesi (anche se a volte la vita sembra proprio un labirinto di dogane emotive, vero?). Parlo del Disturbo Borderline di Personalità, o SDPB per gli amici (e non, perché a volte gli amici fanno fatica a capirci, diciamocelo!).

La domanda del milione di dollari, che aleggia nell’aria come profumo di torta appena sfornata (ma con un retrogusto un po’… elettrico, ecco), è: "Si nasce o si diventa?" Questa è la domanda da un milione di euro, anzi, forse di più! È come chiedere se prima è nato l'uovo o la gallina, ma con un sacco di alti e bassi emotivi nel mezzo. Una vera giostra, no?

Ragioniamoci un attimo, come se fossimo seduti al bar, con un caffè fumante tra le mani (o magari una tisana rilassante, dipende dalla giornata!). È facile cadere nella trappola di etichettare tutto. Ah, è Borderline! E via, problema risolto, come se avessimo trovato la risposta definitiva a un cruciverba difficilissimo.

Ma la realtà, come sempre, è un po' più sfumata. Immagina un quadro dipinto da un artista super talentuoso, ma che usa colori un po' troppo vivaci, a volte sbiaditi, altre volte che sembrano quasi esplodere. Ecco, la personalità Borderline è un po' così: un mix di intensità, di emozioni che danzano, a volte in modo un po' selvaggio.

Genetica, un pizzico di fato…

Allora, partiamo dalle basi. C'è una componente genetica, questo è un dato di fatto. Un po' come ereditare gli occhi di mamma o il naso di papà, ci sono delle predisposizioni che possono rendere una persona più incline a sviluppare certe caratteristiche. Quindi, diciamo che c’è un piccolo vantaggio (o svantaggio, a seconda dei punti di vista) che ti porti dalla culla.

Non è che ti danno una busta di ingredienti per "Diventare Borderline", eh! È più una sorta di impalcatura che ti viene data alla nascita. Un po' come ricevere un set LEGO speciale, con alcuni mattoncini che fanno un po' più rumore quando li schiacci con il piede. Ahia!

Quindi, già qui, possiamo dire che un pezzettino di risposta è: si nasce. O meglio, si nasce con certe vulnerabilità, con un modo particolare di processare il mondo, soprattutto le emozioni.

Pensa a un sensore ultrasensibile. Quando gli altri sentono un fruscio, tu senti un uragano. Non perché sei "sbagliato", ma semplicemente perché sei tarato diversamente. E questo, diciamocelo, può essere sia una benedizione che una condanna, a seconda di come la si gestisce.

Disturbo borderline: cause, sintomi, cure - Benessereblog
Disturbo borderline: cause, sintomi, cure - Benessereblog

L'ambiente: il grande regista…

Ma, diciamolo forte e chiaro, la genetica da sola non basta. Se fosse così, tutti con quella predisposizione svilupperebbero il disturbo. E non è così. Qui entra in gioco il grande regista: l'ambiente. L'ambiente in cui cresci, le esperienze che vivi, le persone che ti circondano. Tutto questo è FONDAMENTALE.

Immagina il tuo sensore ultrasensibile. Se cresci in un ambiente in cui questo sensore viene continuamente stimolato, magari con reazioni emotive esagerate, con abbandoni (anche emotivi), con un senso di instabilità costante… beh, quel sensore potrebbe iniziare a dare i numeri.

Le esperienze infantili, specialmente quelle legate all'attaccamento, sono cruciali. Se il tuo mondo è stato un continuo tira e molla, se hai imparato che l'amore è intermittente, che le persone che ami possono sparire all'improvviso, è facile sviluppare una paura profonda dell'abbandono. E questa paura, amici miei, è una delle colonne portanti del Borderline.

Pensala così: se ti insegnano fin da piccolo che per attraversare la strada devi fare una capriola all’indietro e sperare di non essere investito, imparerai a vivere con un’ansia costante. E questo, anche se hai le gambe fatte per correre, potrebbe renderti un po'… arreso.

Le relazioni che hai avuto, i traumi (piccoli o grandi), le kolej (quelle che ti hanno lasciato con l'amaro in bocca), le critiche costanti, la mancanza di validazione dei tuoi sentimenti… tutto questo può contribuire a "modellare" quella predisposizione iniziale.

Rispondo a: borderline si nasce o si diventa? - YouTube
Rispondo a: borderline si nasce o si diventa? - YouTube

Quindi, risposta numero due: si diventa. O meglio, si diventa Borderline a causa di un mix tossico di predisposizione genetica e di esperienze di vita che non hanno aiutato a creare una base solida.

Il mix esplosivo: “Sia che nasci, sia che diventi”…

Se devo essere sincera, la risposta che mi convince di più è questa: è un po' un "sì, entrambi". Come un cocktail ben fatto, ma un po' pericoloso. Hai la base alcolica (la genetica), e poi aggiungi gli ingredienti che fanno il sapore (le esperienze). Se sbagli le dosi o gli ingredienti, il risultato può essere… esplosivo. Non nel senso buono, tipo festa a sorpresa, ma più nel senso di "aiuto, cosa sta succedendo?".

La persona Borderline spesso lotta con un senso di vuoto cronico. È come avere un buco nello stomaco che niente sembra poter riempire. E cosa fai quando hai fame? Mangi, giusto? Ecco, chi ha il Borderline cerca di riempire quel vuoto con qualsiasi cosa: relazioni intense e fugaci, comportamenti impulsivi, rabbia che esplode all'improvviso. Tutto per cercare di sentire qualcosa, di sentirsi vivi.

E poi c'è l'instabilità emotiva. Un attimo sei su una nuvola rosa, il momento dopo sei nell'inferno dei demoni. Non è che ti piace fare questi sbalzi d'umore, eh! È che le emozioni sono così intense, così travolgenti, che è difficile gestirle. Come cavalcare un cavallo imbizzarrito senza redini.

La paura dell'abbandono, come dicevamo, è un tema centrale. Anche un messaggio non risposto dopo 10 minuti può scatenare il panico. È come se il mondo stesse per crollare. E allora, per evitare quell'abbandono, si fanno cose… estreme. Si cerca di tenersi stretto chi si ama, a volte soffocandolo. Si ha paura di essere lasciati soli, e questo porta a comportamenti che, paradossalmente, possono portare all'abbandono. Un circolo vizioso un po' stronzo, diciamocelo.

E poi, le relazioni interpersonali. Ah, le relazioni! Per chi ha il Borderline sono un campo minato. Si oscilla tra l'idealizzazione dell'altro (è la persona perfetta, l'anima gemella, il mio salvatore!) e la svalutazione totale (è un mostro, mi ha tradito, mi ha mentito!). Non c'è una via di mezzo, è tutto o niente. Un po' come amare una pizza margherita solo se è perfetta al millimetro, altrimenti meglio lasciarla lì. Peccato che le persone non siano pizze.

Il disturbo borderline: si nasce o si diventa? - Istruzione Messina
Il disturbo borderline: si nasce o si diventa? - Istruzione Messina

Non dimentichiamoci dell'identità. Spesso c'è una sensazione di non sapere chi si è veramente. Un po' come indossare tanti vestiti diversi, ma nessuno sembra calzare a pennello. Questo può portare a cambiamenti improvvisi di obiettivi, di valori, di aspirazioni. Un giorno vuoi fare l'artista, il giorno dopo il medico, il giorno dopo…boh, non lo sai più.

E la rabbia? Ah, la rabbia! Può essere intensa, inappropriata, difficile da controllare. Un po' come avere un vulcano pronto a eruttare nel petto. E non è che la persona voglia essere arrabbiata, è che a volte è l'unica emozione che riesce a sentire con forza, o l'unica che riesce ad esprimere in modo così travolgente.

Ma allora, cosa si può fare? Non siamo condannati al caos?

E qui, cari amici, arriviamo al punto cruciale. La buona notizia, quella che ti fa brillare gli occhi come le luminarie a Natale, è questa: non siamo condannati a essere quello che siamo oggi.

Il Borderline è un disturbo, certo, ma è anche un modo di vivere il mondo che, con gli strumenti giusti, può essere compreso e gestito. E soprattutto, può essere affrontato e trasformato.

La terapia è fondamentale. Non è una punizione, non è un segno di debolezza. Anzi, è un atto di coraggio incredibile. Cercare aiuto, voler capire perché ci si sente così, voler imparare a navigare in questo mare di emozioni. La terapia Dialettico-Comportamentale (DBT), ad esempio, è uno strumento potentissimo. Insegna a gestire le emozioni intense, a migliorare le relazioni, a ridurre i comportamenti impulsivi. È un po' come imparare a guidare quel cavallo imbizzarrito, ma con una guida esperta e delle redini più robuste.

Il disturbo borderline: si nasce o si diventa? - Istruzione Messina
Il disturbo borderline: si nasce o si diventa? - Istruzione Messina

E poi, la comprensione. La comprensione di sé e degli altri. Se sei tu a lottare con il Borderline, cerca di essere gentile con te stesso. Non sei un errore. Sei solo una persona che sta affrontando sfide un po' più ardue. E se conosci qualcuno con il Borderline, prova a metterti nei suoi panni. Cerca di capire che quelle reazioni intense, quella paura, quella confusione, sono reali per loro.

Immagina un fiore bellissimo, ma che ha bisogno di cure particolari. Non è che quel fiore è "sbagliato", ha solo bisogno di un po' di attenzioni in più. Acqua al punto giusto, sole filtrato, terriccio speciale. E quando fiorisce… ah, che meraviglia!

Il messaggio, quello che voglio che ti rimanga impresso nel cuore e nella mente, è questo: non importa se si nasce o si diventa Borderline. Importa che si può guarire, si può crescere, si può imparare a vivere una vita piena e ricca di significato.

Le cicatrici delle esperienze passate possono essere delle mappe per un futuro migliore. Le emozioni intense, se imparate a gestire, possono diventare una fonte di grande creatività e passione. La paura dell'abbandono, una volta compresa, può portare a creare legami più autentici e profondi. Il vuoto, se affrontato con coraggio, può essere riempito con la consapevolezza e l'amore per se stessi.

Quindi, se ti senti un po' come un'opera d'arte astratta, piena di colori forti e contrasti inaspettati, sappi che c'è bellezza anche in questo. C'è la bellezza della resilienza, la bellezza della passione, la bellezza del coraggio di mettersi in gioco ogni giorno.

E alla fine, la vita, anche con i suoi alti e bassi, anche con le sue sfide Borderline, è un viaggio meraviglioso. Un viaggio che vale la pena percorrere, un passo alla volta, con un sorriso, magari un po' sulle labbra e un po' più profondo nel cuore. E ricorda, anche quando il mare sembra mosso, c'è sempre un porto sicuro dentro di te. Devi solo imparare a trovarlo.