
Allora, parliamoci chiaro. Quante volte ci siamo ritrovati a fissare il soffitto alle 3 del mattino, con la testa che gira come una giostra impazzita, pensando a tutte quelle cose che avremmo potuto fare, o dire, o semplicemente essere? È quella sensazione, no? Quella specie di “uhm, forse potevo fare meglio”, che ti si attacca addosso come la sabbia dopo una giornata al mare, ma invece di rinfrescare, ti fa venire un po’ d’ansia.
Ecco, a me questa sensazione fa pensare a quando stai per finire un lavoro importante al computer, e proprio sul più bello, ti cade la connessione internet. Come una doccia fredda a sorpresa. Oppure quando sei lì che decidi cosa ordinare al ristorante, hai visto il menù tre volte, sei indeciso tra due piatti che ti fanno gola da morire, e il cameriere arriva dicendoti: "Mi dispiace, l'ultimo piatto è appena uscito dalla cucina". Dramma!
E proprio di queste sensazioni, di questi pensieri che ti passano per la testa quando meno te lo aspetti, parla una canzone che ultimamente mi sta accompagnando parecchio: "Everything I Wanted" di Billie Eilish. No, non storcete il naso! Anche se pensate che sia musica "da ragazzini" o chissà cosa, fidatevi, dentro c'è un sacco di roba con cui ci si può ritrovare, anche se avete i capelli bianchi e la schiena che scricchiola ogni volta che vi alzate dalla sedia.
"Everything I Wanted", traducendola un po' così, alla buona, significa più o meno "Tutto quello che volevo". Sembra semplice, no? Ma in realtà è come dire "Tutto quello che ho sempre sognato" o "Tutte le cose più belle che potessi immaginare". Solo che quando la senti cantata da Billie, con quella sua voce così… unica, capisci che c'è un peso dietro. Un peso che non è quello della palestra (per fortuna!), ma quello delle esperienze, dei momenti che ti segnano.
La canzone è partita da un'idea che Billie e suo fratello Finneas, che è un po' il suo compagno di avventure musicali (e non solo), hanno avuto dopo che Billie ha avuto un periodo un po' così. Avete presente quando siete giù di morale, e vi sembra che il mondo vi sia un po' ostile? Ecco, immaginate di essere una superstar planetaria, con milioni di occhi puntati addosso, e di sentirvi comunque… piccoli. Un po' come quando guardi un cartellone pubblicitario enorme in centro e pensi "Wow, ma quanto sono minuscolo io qui sotto?".
Billie ha raccontato che ha avuto dei momenti in cui ha pensato di mollare tutto. Di dire "Basta, non ce la faccio più". E chi non ha mai pensato una cosa del genere? Magari non per la musica, ovvio. Ma pensate a quel progetto lavorativo che vi sta facendo impazzire, o a quella relazione che vi sta logorando. A volte ti senti come un marinaio in mezzo a una tempesta, e vedi solo onde enormi che minacciano di inghiottirti. E in quei momenti, l'idea di… scappare, di sparire, ti sembra la cosa più sensata del mondo.

E qui entra in gioco il fratello, Finneas. Lui è la figura che nella canzone rappresenta quel punto fermo, quella persona che ti dice: "Ehi, sono qui. Non sei solo". È come quell'amico che ti manda un messaggio alle 10 di sera per chiederti se hai mangiato, e ti fa sentire che, nonostante tutto, qualcuno si preoccupa. O come quel caffè caldo che ti prepara la mamma quando torni a casa fradicio e infreddolito. Ti scalda dentro, ti ricorda che c'è un posto sicuro.
Nella canzone, Billie canta di un sogno che ha fatto, dove si stava annegando. Un'immagine forte, no? L'annegamento è una metafora potente per sentirsi sopraffatti, per perdere il controllo, per essere sommersi da qualcosa che ti impedisce di respirare. È come quando sei in coda in posta il giorno prima di Natale, e la gente si accalca, e tu senti che l'aria ti manca, e pensi: "Voglio solo uscire da qui!".
E in questo sogno, è Finneas che la salva. La tira fuori dall'acqua. E questa immagine, questo gesto, si trasforma nella frase chiave della canzone: "If I could get what I wanted / I'd give it all up". Tradotto male, sarebbe "Se potessi ottenere quello che voglio / rinuncerei a tutto". Sembra un controsenso, vero? Come dire "Se potessi vincere alla lotteria, venderei il biglietto". Ma se ci pensiamo bene, cosa significa davvero? Significa che in certi momenti, la cosa più preziosa non è quello che pensi di desiderare di più, ma la sicurezza, la pace, la certezza di avere qualcuno al tuo fianco.

È come quando sei lì che pensi "Vorrei tanto quel nuovo telefono fiammante, quello che fa foto pazzesche!". Poi ti si rompe quello vecchio, e ti rendi conto che quello che volevi davvero era solo avere un telefono che funzionasse, per poter parlare con i tuoi cari, per non sentirti isolato. A volte le nostre "voglie" sono solo il riflesso di bisogni più profondi.
Billie poi continua dicendo: "I think about the end of the world / Sometimes I don't wanna be alive". Oh, capiamoci bene! Non è che Billie voglia davvero smettere di vivere. Nessuno sano di mente lo vuole, davvero. Ma sono quei pensieri che ti passano per la testa quando sei proprio al limite, quando ti senti come una candela che sta per spegnersi, e vedi la fiamma tremolare. È quella sensazione di vulnerabilità estrema, dove anche la più piccola brezza sembra poter fare la differenza tra rimanere accesi e… spegnersi definitivamente. È quella volta che hai avuto un mal di testa terribile per giorni, e ti sembra che il mondo sia finito, perché non riesci a pensare ad altro.
E di nuovo, ecco che entra in gioco il supporto. Il supporto che ti dice: "Ehi, sei importante. Non sei una cosa da buttare via". E questo supporto, in "Everything I Wanted", è incarnato da questo sogno ricorrente, da questa figura che la salva. È come quel conforto che ti dà un abbraccio sincero quando stai piangendo, un abbraccio che ti dice "Ci sono io, non preoccuparti". Non risolve il problema, ma ti dà la forza di affrontarlo.

La canzone è piena di queste piccole perle di saggezza, dette con un linguaggio così diretto e onesto che ti colpisce dritto al cuore. Parla del fatto che "Every time I was about to lose it / I'd see you there". "Ogni volta che stavo per cedere / ti vedevo lì". Ti vedevo lì. Chi è questo "ti"? È il fratello, è l'amore, è l'amicizia, è la speranza. È quella persona o quella cosa che ti fa dire: "Ok, forse posso farcela ancora un pochino". È come quando sei esausto dopo una lunga camminata in montagna, e vedi in lontananza la cima, e ti dai la spinta per arrivare fin lì. Non è la cima in sé che ti motiva, ma la prospettiva di raggiungerla, di avercela fatta.
E poi c'è quella parte dove dice: "I'm not afraid anymore / I'm not afraid anymore". Questa è la vera liberazione. Non è l'assenza di paure, perché le paure ci saranno sempre, fanno parte della vita. È la consapevolezza che, anche con le paure, si può andare avanti. È come imparare ad andare in bicicletta: all'inizio cadi, hai paura di farti male, ma poi scopri che puoi farlo, e la paura diminuisce. Non scompare del tutto, ma sai gestirla. Sai che puoi rialzarti se cadi.
La canzone è anche una specie di confessione. Billie ammette di aver avuto momenti in cui si è sentita un po'… diversa. Invidiosa, forse? O semplicemente consapevole che la sua vita non era quella "normale" che magari immaginava da bambina. Immaginate di essere sempre sotto i riflettori, con gente che giudica ogni vostra mossa. È come se vivessi in una casa di vetro gigante, dove tutti ti vedono, ma pochi ti capiscono veramente. E in quei momenti, pensare a una vita semplice, fatta di cose "normali", può sembrare il sogno più bello del mondo.

Ma alla fine, la canzone non è triste. Anzi, è piena di speranza. È la speranza che nasce dal riconoscere i propri limiti, le proprie fragilità, ma anche dal sapere di non essere soli. È la speranza che ti dice che anche quando pensi di essere al fondo, c'è sempre una mano tesa ad aiutarti. Quella mano, a volte, siamo noi stessi che la tendiamo, riconoscendo il nostro valore e la nostra forza interiore.
"Everything I Wanted" è un po' come quella coperta calda che ti metti addosso quando fuori piove e fa freddo. Ti fa sentire al sicuro, ti fa pensare che tutto andrà bene. E Billie, con la sua voce così… vera, ci accompagna in questo viaggio interiore, ricordandoci che anche nelle giornate più buie, c'è sempre una luce, a volte sottile, ma c'è. E che le cose che desideriamo davvero, spesso non sono quelle materiali, ma quelle emotive: l'amore, la comprensione, il sentirsi al sicuro.
Quindi la prossima volta che vi sentirete un po' persi, un po' sopraffatti, o semplicemente avrete quella strana sensazione di "e se avessi fatto diversamente?", pensate a questa canzone. Pensate a quella mano che vi tira fuori dall'acqua, a quella voce che vi dice "sei importante". Perché alla fine, anche se non ci rendiamo conto, tutti noi abbiamo un po' di quel "tutto quello che volevo" dentro di noi, ed è spesso la presenza degli altri a renderlo possibile.
È un po' come quando si prepara una torta. All'inizio sembrano tanti ingredienti diversi, un po' a caso: farina, uova, zucchero. Ma poi, con un po' di cura e attenzione, diventano qualcosa di meraviglioso. Allo stesso modo, le nostre esperienze, belle e brutte, con l'aiuto delle persone giuste, si trasformano in qualcosa di più grande, di più prezioso. E Billie, con questa canzone, ci ricorda esattamente questo. Che alla fine, quello che conta davvero, è avere qualcuno che ti tiene la mano.