
Quante volte ci è capitato di dire: "Ma come, non si è accorto/a che ero triste?". Oppure: "Mi aspettavo che mi chiedesse scusa, io al suo posto l'avrei fatto subito!". È un po' come avere un telecomando universale nella testa, convinti che funzioni su tutti, ma poi scopriamo che ogni telecomando è unico, progettato per un solo apparecchio. Ecco, "Aspettarsi dagli altri quello che faresti tu" è proprio questo: pensare che tutti abbiano lo stesso nostro manuale di istruzioni per la vita, per le emozioni, per le relazioni.
Immaginatevi una serata tranquilla, magari avete preparato una cena speciale per il vostro partner, pensando a tutto nei minimi dettagli. Candele, musica soffusa, il suo piatto preferito. E poi, quando arriva, vi guarda e dice: "Ah, ok, carino". Carino?! Voi avete messo anima e corpo in quella cena, vi aspettavate un abbraccio commosso, magari qualche lacrimuccia di gioia. E invece... carino. Ecco, in quel momento, state usando il vostro metro di giudizio, quello che vi fa dire "Io, per una cosa del genere, sarei al settimo cielo!". Ma forse, il vostro partner è più tipo da "apprezzo il pensiero, ma per me la cosa più importante è stare insieme, chiacchierare sul divano". Nessuno dei due ha torto, semplicemente, i filtri sono diversi.
È un po' come quando si impara una nuova lingua. All'inizio, si traducono mentalmente tutte le frasi dall'italiano alla nuova lingua, parola per parola. Fa un po' ridere, a ripensarci. Ma poi, con il tempo, si inizia a pensare direttamente nella nuova lingua, senza più dover fare il "ponte" mentale. Ecco, con le persone è simile. Se continuiamo a tradurre i loro comportamenti e le loro reazioni con il nostro "linguaggio emotivo", ci perderemo un sacco di sfumature.
Pensate a un amico che vi racconta un problema. Voi, da bravi amici, partite subito con una lista di soluzioni, strategie, consigli. "Devi fare questo, devi fare quello!". Vi sentite un po' degli eroi, pronti a salvare la situazione. Ma il vostro amico, magari, non voleva soluzioni. Voleva solo qualcuno che lo ascoltasse, che annuisse, che gli dicesse: "Capisco, è dura". E voi, con le vostre soluzioni impeccabili, potreste averlo fatto sentire ancora più inadeguato, come se non fosse in grado di cavarsela da solo. L'avreste fatto anche voi? Probabilmente no, voi volevate aiutarlo attivamente! Ma lui, forse, avrebbe preferito una pacca sulla spalla e un "Ci sono io".
La bellezza sta proprio nello scoprire questi "codici" diversi. È come avere una scatola di attrezzi immensa e scoprire che ogni persona usa attrezzi diversi per le stesse attività. Un falegname usa martello e chiodi, un elettricista pinze e cacciavite, un idraulico la chiave inglese. Tutti lavorano, tutti creano, ma con strumenti differenti. E se provassimo ad aspettarci che l'elettricista usi il martello per riparare un tubo? Finirebbe in un disastro comico, ma un disastro comunque!

A volte, questa aspettativa che gli altri siano come noi ci porta a fare delle scelte un po' avventate in amore. Vedete quella persona che vi piace tanto? Pensate: "Ma sì, sicuramente anche lei/lui si divertirebbe un sacco a fare quella cosa che piace tanto a me!". E magari vi lanciate in proposte che sono perfette per voi, ma che per l'altra persona sono come chiedere di fare un'immersione subacquea senza aver mai visto il mare. Finisce che poi vi ritrovate a fare quella cosa da soli, con un po' di delusione. E se invece aveste chiesto: "Ti andrebbe di provare questa cosa che a me piace tanto? Oppure preferisci fare qualcos'altro?". Magari la risposta sarebbe stata: "Mmm, sai, a me piace di più andare al cinema". E lì, potreste scoprire una passione comune che non avevate immaginato!
È un processo che richiede un po' di pazienza, un po' di umiltà e un sacco di curiosità. È come fare un viaggio in un paese straniero senza la guida turistica. All'inizio si è un po' spaesati, si guarda tutto con sospetto. Poi si inizia a notare le piccole cose: come la gente si saluta, come ordina il caffè, come esprime gioia o tristezza. E piano piano, si inizia a capire, a decifrare quel nuovo alfabeto di comportamenti. E la cosa più bella è che, più si capisce, più si scoprono cose nuove, più si apre la mente.

Pensate a quando un bambino impara a parlare. All'inizio sono solo suoni incomprensibili, poi iniziano a dire parole singole, poi frasi semplici. E noi, che siamo adulti, non ci aspettiamo che parlino come noi, vero? Sappiamo che è un percorso, che richiede tempo e che ogni bambino ha i suoi tempi. Ecco, forse dovremmo applicare lo stesso principio alle relazioni tra adulti. Non aspettarci che tutti abbiano già raggiunto il nostro "livello di linguaggio emotivo".
E poi c'è l'aspetto divertente! A volte, ci accorgiamo delle nostre aspettative solo quando l'altro fa qualcosa di completamente inaspettato, e noi rimaniamo lì, a bocca aperta, pensando: "Ma come? Non c'è scritto da nessuna parte che si dovesse fare così!". Ed è in quei momenti che scappa una risata, magari un po' amara all'inizio, ma poi si trasforma in un sorriso. Perché ci si rende conto di quanto siamo unici, ognuno con il proprio modo di essere e di reagire. E questa unicità, se la si impara ad apprezzare, è una delle cose più belle del mondo.

Quindi, la prossima volta che vi sentite un po' delusi perché qualcuno non ha reagito come vi aspettavate, fermatevi un attimo. Respirate. E provate a chiedervi: "Ok, io avrei fatto così. Ma lui/lei, cosa sta provando in questo momento? Qual è il suo 'telecomando'?". Potreste scoprire che la risposta è molto più interessante, e magari anche più divertente, di quanto avreste mai immaginato. E alla fine, non è forse questo il bello della vita? Scoprire sempre cose nuove, anche nelle persone che pensiamo di conoscere meglio?
Ricordatevi, il manuale d'istruzioni della vita non è universale. Ognuno ha il suo, scritto con un inchiostro speciale, fatto di esperienze, di emozioni, di pensieri unici. E imparare a leggere quei manuali altrui, senza giudicare, ma con tanta curiosità, è la chiave per costruire relazioni più profonde, più sincere e, diciamocelo, anche molto più leggere e piene di sorprese piacevoli.