
Ricordo ancora quella volta che, da ragazzina, mi ritrovai a tifare per un’atleta che sembrava volare sul ghiaccio. Sfrecciava, cambiava traiettoria con una rapidità disarmante, e ogni volta che tagliava il traguardo, sentivo un brivido lungo la schiena. Pensavo: "Ma chi è questa che sembra una fata dei ghiacci, ma con la grinta di un leone?" Era lei, Arianna Fontana. Eravamo tutti affascinati. Oggi, dopo anni e anni, quella sensazione è rimasta la stessa. Anzi, forse è ancora più forte.
Sembra quasi impossibile, vero? La domanda che ci ronza in testa è sempre la stessa: "Ma quanto è vecchia Arianna Fontana?" Non fraintendetemi, non è una domanda indiscreta, è pura ammirazione. Perché nel mondo dello short track, dove la velocità è tutto e le ginocchia sbattono spesso sull'asfalto (ops, sul ghiaccio!), arrivare a certi livelli e mantenerli così a lungo è una roba da… beh, da leggenda.
E se vi dicessi che Arianna Fontana è nata nel 1990? Già, avete capito bene. Diciamo che ha qualche candelina in più rispetto alle giovanissime che vedete oggi fare scintille sulle piste. Ma guardatela correre! Veloce, agguerrita, tattica. Non molla un centimetro, anzi, spesso è lei che dà il ritmo alla gara. Come fa? Credo sia un mix di pura passione, allenamento massacrante e quella scintilla negli occhi che non si è mai spenta.
Pensateci un attimo:
- Ha partecipato a cinque edizioni dei Giochi Olimpici Invernali. Cinque!
- Ha vinto medaglie, tante medaglie, che brillano come il ghiaccio sotto i riflettori.
- Continua a lottare per la vittoria, contro avversarie che sono praticamente nate quando lei già gareggiava. Un po' come quando noi millennials ci troviamo a giocare contro la Gen Z, ma con le lame ai piedi! 😉
Quello che mi colpisce di Arianna, al di là del talento cristallino (e di qualche graffio, diciamocelo, fa parte del gioco!), è la sua resilienza. Quante volte l'abbiamo vista cadere e rialzarsi? Quante volte è stata data per favorita e ha confermato il pronostico? Non si ferma mai, non si arrende mai. È un esempio per tutti noi, non solo per chi fa sport.

È quella sensazione di… immutabilità. Come se ci fosse un tempo in cui Arianna Fontana corre su quella pista, e poi c'è il resto del mondo che cerca di starle dietro. Ma il bello è proprio questo: il resto del mondo sta evolvendo, le tecniche cambiano, le avversarie diventano sempre più forti, e lei, con la sua esperienza e la sua determinazione, riesce sempre a trovare un modo per rimanere in testa. O per tornare in testa.
Quindi, la prossima volta che vedrete Arianna Fontana sfrecciare sul ghiaccio, ricordatevi che non state guardando solo un'atleta. State guardando la storia che si ripete, la leggenda che non si ferma. E chiedetevi, con un sorriso: "Ma come fa?" Io non ho la risposta, ma continuo a godermi lo spettacolo. E voi?