
Amici, parliamoci chiaro. Io ho un debole. Un debole che ammetto pubblicamente. Si chiama, per l'appunto, l'Antica Preghiera allo Spirito Santo. Lo so, lo so, probabilmente state pensando: "Ma cosa c'entra 'sta tizia? Non è nemmeno domenica!".
Ebbene, c'entra. Perché secondo me, e qui arriva l'opinione impopolare, questa preghiera è una specie di...superpotere tascabile. Un mantra segreto che ci tira fuori dai guai, senza bisogno di mantelli rossi e mutande sopra i pantaloni.
Ma perché proprio questa preghiera?
Perché è breve, ammettiamolo. Non è che abbiamo sempre voglia di recitare litanie interminabili, giusto? Soprattutto quando siamo di fretta, intrappolati nel traffico, o con il capo che ci urla contro. Una cosa veloce, efficace, tipo un espresso spirituale.
La sua semplicità disarmante
Dice cose tipo: "Vieni, Spirito Santo". Non è che chiede la luna. Chiede solo...presenza. Come un amico che ti sussurra: "Ci sono". E a volte, quello che ci serve è proprio sentire che non siamo soli.
Poi c'è la parte sulla luce. "Manda a noi dal cielo un raggio della tua luce". Ecco, qui forse sono un po' influenzata da Star Wars, ma io me lo immagino davvero, questo raggio. Un raggio che fa piazza pulita della confusione, dello stress, delle scadenze che incombono. Un raggio che, per un attimo, illumina il senso delle cose.

E il fuoco? "Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori!". Non so voi, ma a me sembra di sentire l'eco di un barbecue spirituale. Un fuoco che scalda, che purifica, che...boh, che mi fa venire voglia di grigliare marshmallows!
Scherzi a parte, quella del fuoco mi sembra una metafora potente. Un fuoco che accende la passione, l'entusiasmo, la voglia di fare. Un fuoco che ci spinge ad alzarci dal divano (metaforicamente, ovvio. Io amo il mio divano).

Poi c'è quel verso: "Consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo". Ok, qui forse esagera un po'. "Consolatore perfetto" mi suona un po' troppo come il commesso che ti dice che "quel vestito ti sta benissimo" anche se sembra un sacco di patate. Ma il concetto è chiaro: è lì per tirarci su di morale.
E infine, la parte che preferisco: "Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina". Cioè, capiamoci, qui siamo al livello di un idraulico spirituale! Ripara i tubi rotti, fa sparire le macchie, rimette in sesto quello che si è rotto dentro di noi.

Quindi, ricapitolando: brevità, semplicità, immagini potenti. Che cosa vogliamo di più da una preghiera? Un autista privato? Un buono sconto per il supermercato? No, dai. Accontentiamoci di questa piccola, grande preghiera. Che, ve lo dico sottovoce, a me funziona. Sempre.
E se non funziona, beh, almeno ci abbiamo provato. E magari, nel frattempo, abbiamo anche imparato qualche parola nuova in latino (scherzo, lo so che non è in latino!).
Un consiglio: Provatela. Non costa nulla. E se per caso vi ritrovate improvvisamente capaci di risolvere problemi impossibili, beh, non ditelo a nessuno. Tenetevi il segreto. Che poi lo Spirito Santo si offende!