
Ah, la PlayStation 4. La nostra fedele compagna di serate sfrenate, di marathon di gaming che fanno implorare al nostro corpo di concedersi una pausa (ma il gioco non è finito!). Ma ultimamente, la nostra cara PS4 sembra aver sviluppato una vita propria. Più precisamente, il suo controller DualShock 4. Avete presente quando il vostro cane, senza motivo apparente, inizia a correre per casa come se avesse visto un fantasma? Ecco, immaginate la stessa scena, ma con il vostro joystick che inizia a muovere il personaggio sullo schermo. Parliamo di quel fenomeno che potremmo definire: “Analogico PS4 Si Muove Da Solo”.
È un po' come quando si parla con un amico e lui, con la coda dell'occhio, vede qualcosa che noi non percepiamo. Il tuo personaggio in The Witcher, che all'improvviso decide di fare un giro turistico non richiesto tra le rocce, mentre tu stavi cercando di schivare una mandria di lupi mannari. O magari, il tuo pilota di Gran Turismo che, con nonchalance, decide di aggiungere un paio di giri extra fuori pista, costringendoti a ripetere l'intera gara. Un disastro, insomma.
E la cosa più assurda è che succede sempre nei momenti più inaspettati. Stai per dare il colpo di grazia al boss finale, quello che ti ha fatto sudare sette camicie per ore, e BAM! Il tuo eroe inizia a camminare all'indietro, magari finendo dritto in un burrone. O peggio, in un fosso pieno di... beh, meglio non pensarci. È come se il controller avesse deciso di iscriversi a un corso di pilates autonomo, senza avvisarti.
Ricordo una volta, stavo giocando a Red Dead Redemption 2. La calma, il tramonto, Arthur Morgan che si godeva un momento di pace contemplativa sul suo cavallo. E all'improvviso, il cavallo ha deciso che era ora di una fuga romantica. Lontano da me, lontano dalla missione, lontano da tutto. Ho provato a richiamarlo, a farlo girare, ma lui, con l'aria di chi sta per annunciare un colpo di stato, continuava a galoppare verso l'infinito. Mi sentivo come un genitore che vede il figlio scappare dal parco giochi senza una ragione. Un classico.
E poi c'è la dinamica della “scomparsa improvvisa”. Stai giocando, tutto procede liscio, e poi, puff! Il tuo personaggio smette di rispondere ai comandi. Ma non è che smette e basta, no. Inizia a muoversi da solo. Si muove con una certa determinazione, un po' come quando sei in fila al supermercato e vedi che qualcuno ti sta frettolosamente superando. Menti. Ti senti. E poi lo vedi lì, il tuo personaggio, che cammina tranquillo mentre tu sei lì a dire: “Ma che diavolo sta succedendo?”.
È quella sensazione di impotenza. Hai il controller in mano, le dita sui tasti, ma non sei tu a comandare. È come se qualcuno ti avesse preso il volante e stesse guidando per te, ma senza avere la minima idea di dove sta andando. E il peggio è che non puoi nemmeno urlare contro il controller. Sarebbe troppo facile. No, devi sopportare in silenzio, mentre il tuo avatar fa acrobazie non richieste.

Pensateci. Avete mai avuto un parente anziano che, all'improvviso, decide di alzarsi e fare una passeggiata nel cuore della notte? E voi, con un misto di preoccupazione e incredulità, lo seguite? Ecco, il DualShock 4 che si muove da solo è un po' così. Ma invece di preoccuparti se si perde, ti preoccupi se va a sbattere contro un muro virtuale, facendoti fallire la missione. Un dramma.
E il bello è che questa cosa non fa distinzione tra generi. Che tu stia giocando a un sparatutto adrenalinico dove ogni millisecondo conta, o a un gioco di strategia dove la precisione è tutto, il tuo joystick potrebbe decidere di prendersi una pausa caffè e fare una sua sortita. Magari nel tuo sparatutto, il tuo personaggio si gira di 180 gradi in un momento critico, dando ai nemici una visuale perfetta per un headshot. O nel tuo gioco di strategia, l'unità che doveva difendere la base decide di fare una gita culturale verso il fronte nemico. Brillante.
A volte mi immagino il mio DualShock 4 che, di notte, quando io dormo, si alza dalla scrivania, si mette un piccolo cappello e parte per esplorare il mondo virtuale. Magari incontra altri controller “ribelli” e si scambiano storie sulla loro vita con i loro padroni umani. “Oh sì, il mio padrone è un disastro, mi fa fare sempre le stesse cose. Oggi ho deciso di fare un po' di avventura per conto mio”. E noi, ignari, ci ritroviamo a dover affrontare le conseguenze delle loro piccole rivoluzioni domestiche.

Avete presente quella sensazione quando siete in macchina e vi accorgete che il volante è leggermente inclinato? E anche se provate a raddrizzarlo, lui tende sempre a tornare nella sua posizione “preferita”? Ecco, questo è il nostro joystick, ma applicato all'asse di movimento. Invece di muoversi dritto, tende a deviare. A volte è una deviazione lieve, che quasi non si nota. Altre volte è una deviazione così radicale che ti chiedi se non ci sia un vento in casa tua che spinge il tuo personaggio.
E la cosa divertente (si fa per dire) è che spesso il problema non è nemmeno il gioco. Il gioco è perfetto, il tuo personaggio è pronto a fare quello che gli dici. È il messaggero, il controller, che si è perso la sua missione. È come se avessi dato delle istruzioni chiarissime a un impiegato, e lui, per strada, avesse deciso di andare a prendere un gelato e si fosse dimenticato di consegnare il tuo memo. Tragicomico.
Pensate a tutti quei momenti di frustrazione. Quella partita online che stai per vincere, e il tuo personaggio inizia a girare su se stesso come un ballerino ubriaco. O quel platform impegnativo, dove un singolo salto sbagliato può significare la fine. E tu sei lì, a guardare il tuo personaggio che, invece di saltare, decide di fare un passo laterale, andando dritto nell'abisso. Ti viene voglia di lanciare il controller attraverso la stanza, ma poi ti ricordi che è lui a fare il lavoro sporco (o meglio, il lavoro che tu vorresti che facesse).

Ma ammettiamolo, c'è anche un certo fascino in questa imprevedibilità. A volte, queste mosse autonome del joystick possono portare a risultati inaspettati, a volte persino utili. Magari il tuo personaggio, invece di andare dritto, fa una curva strategica che ti permette di aggirare un nemico. O magari, muovendosi da solo, scopre un percorso segreto che altrimenti non avresti mai trovato. È un po' come quando il tuo cane, inseguendo la sua coda, finisce per scoprire un nascondiglio di croccantini che avevi dimenticato. Fortuna cieca.
E poi c'è il lato sociale di tutto questo. Quante volte abbiamo visto un amico giocare e il suo personaggio ha iniziato a muoversi da solo? E la sua reazione? Un misto di sorpresa, incredulità e poi, immancabilmente, una bella risata. Perché alla fine, anche se è frustrante, c'è qualcosa di universalmente divertente nel vedere la tecnologia fare i capricci. È un po' come vedere un robot che inciampa.
Il vero mistero è perché succede. Si dice che siano i sensori interni del joystick, che con il tempo e l'uso, possono sballarsi. Come se il tuo corpo, dopo troppi anni seduto, iniziasse a fare movimenti involontari. Un po' di usura, un po' di polvere, un po' di magia nera. Non lo so, ma una cosa è certa: quando succede, è un'esperienza che ti fa sentire vivo. Soprattutto quando stai cercando di non farti scoprire in un gioco stealth.

E a volte, la soluzione è semplicemente un po' di respiro. Soffiata vigorosa negli stick analogici, come se stessi cercando di accendere una candela di compleanno gigantesca. Oppure, se siete più audaci, una pulizia un po' più approfondita con un cotton fioc e un po' di alcool isopropilico. Non sto dicendo che funzionerà sempre, ma a volte è come dare una scossa di energia al tuo vecchio amico. Ci si prova.
Quindi, la prossima volta che il vostro personaggio su PS4 inizierà a fare la sua personale discoteca sullo schermo, non disperatevi troppo. Respirate profondamente, ricordatevi che non siete soli in questa battaglia contro l'autonomia del DualShock. E se proprio non riuscite a controllarlo, beh, magari state solo scoprendo una nuova modalità di gioco. Quella in cui la PS4 decide di giocare per te. E forse, in fondo, è anche una cosa da raccontare ai nipoti. “Ai miei tempi, il controller si muoveva da solo!” Che tempi!
In fondo, chi può dire di non aver mai avuto un dispositivo elettronico che ha deciso di fare di testa sua? Il telecomando che cambia canale da solo, lo smartphone che si spegne senza motivo, la lavatrice che decide di fare un ciclo di lavaggio a 60 gradi quando tu volevi solo un risciacquo. È il fascino della tecnologia imperfetta. E il DualShock 4 che si muove da solo è sicuramente una delle sue espressioni più esilaranti.