
Quante volte ci siamo sentiti dire: "Sei bravo, intelligente, hai tutte le potenzialità per fare grandi cose"? Parole incoraggianti, certo, ma che a volte possono nascondere una trappola sottile. Esploriamo insieme questo tema, ispirandoci alle riflessioni di Alice Miller nel suo libro "Il Dramma Del Bambino Dotato". Anche se il titolo può sembrare rivolto a bambini particolarmente talentuosi, le sue osservazioni toccano in realtà un nervo scoperto per molti di noi, indipendentemente dalle nostre votazioni scolastiche.
Cosa significa essere "dotato"?
Nel contesto del libro di Alice Miller, "dotato" non si riferisce necessariamente a un quoziente intellettivo elevato o a talenti artistici eccezionali. Piuttosto, indica la capacità di un bambino di adattarsi alle esigenze dei genitori, di "percepire" inconsciamente ciò che si aspettano da lui e di comportarsi di conseguenza per ottenere amore e approvazione. In altre parole, il bambino "dotato" impara a sopprimere i propri veri bisogni e sentimenti per compiacere gli adulti.
Questo meccanismo, apparentemente innocuo, può avere conseguenze a lungo termine. Il bambino che impara a negare le proprie emozioni, a non esprimere il proprio disappunto o la propria tristezza per paura di perdere l'amore dei genitori, rischia di sviluppare un falso sé. Un sé costruito sull'approvazione esterna, anziché sulla genuina espressione di chi è veramente.
Il prezzo della perfezione
Come studenti, spesso siamo incoraggiati a puntare alla perfezione. Vogliamo ottenere i voti migliori, essere i più bravi della classe, impressionare i nostri professori. Ma cosa succede quando questa ambizione diventa una pressione insostenibile? Quando sentiamo di dover continuamente dimostrare il nostro valore, di dover sacrificare i nostri interessi e il nostro benessere per raggiungere gli obiettivi che qualcun altro ha fissato per noi?
Alice Miller ci invita a riflettere sul costo di questa "perfezione". Ci chiede se stiamo vivendo la nostra vita in modo autentico, seguendo le nostre passioni e i nostri desideri, oppure se stiamo semplicemente cercando di compiacere gli altri, ripetendo schemi appresi durante l'infanzia. Stiamo studiando ciò che ci appassiona veramente o ciò che pensiamo ci darà più successo e approvazione? Stiamo esprimendo le nostre opinioni anche quando sono diverse da quelle degli altri, o preferiamo rimanere in silenzio per evitare conflitti?
Applicare le lezioni di Alice Miller nella vita scolastica
Come possiamo applicare le intuizioni di Alice Miller alla nostra vita da studenti? Ecco alcuni spunti di riflessione:

- Ascoltare le proprie emozioni: Non reprimere la tristezza, la rabbia o la frustrazione. Permetti a te stesso di sentire queste emozioni e di esprimerle in modo sano.
- Dire "no": Imparare a dire "no" a richieste eccessive o a compiti che non ti senti in grado di affrontare. Ricorda che il tuo benessere è importante.
- Seguire le proprie passioni: Non aver paura di scegliere un percorso di studi che ti appassiona, anche se non è considerato "prestigioso" o "redditizio".
- Accettare l'imperfezione: Nessuno è perfetto. Sbagliare è umano e fa parte del processo di apprendimento. Non aver paura di commettere errori e impara da essi.
- Cercare aiuto: Se ti senti sopraffatto dalla pressione o se hai difficoltà a gestire le tue emozioni, non esitare a chiedere aiuto a un amico, un familiare, un insegnante o un professionista.
Il libro di Alice Miller, "Il Dramma Del Bambino Dotato", non è solo una lettura interessante, ma uno strumento prezioso per comprendere noi stessi e il nostro modo di relazionarci con gli altri. Ci invita a liberarci dai condizionamenti del passato e a vivere una vita più autentica e appagante. Ricorda: la tua felicità è la cosa più importante. Non sacrificare il tuo benessere sull'altare della perfezione.
"Solo chi ha il coraggio di guardare in faccia il proprio dolore può guarire." - Alice Miller