Affligge Chi Non Riesce A Vedere E Scegliere Il Bello

Ricordo ancora quella giornata. Ero in giro per un mercatino dell’antiquariato, di quelli dove ti perdi tra cianfrusaglie e tesori nascosti. Trovai una vecchia scatola di latta, tutta ammaccata e sbiadita, ma con dei disegni di fiori così delicati che me ne innamorai all’istante. La comprai per due spiccioli. Poco dopo, incontrai un amico, uno di quelli sempre con la battuta pronta. Mi chiese cosa ci facessi con quella "roba vecchia". Gliela feci vedere, entusiasta, e lui mi guardò come se fossi pazza. "Ma dai, è rovinata! Non capisco cosa ci vedi tu di bello." Ecco, lì ho capito. Non tutti hanno lo stesso filtro per il bello.

E questo, cari amici, è un po' il succo del discorso: ci sono persone a cui affligge, nel senso più profondo del termine, il fatto che altri non riescano a vedere e a scegliere il bello. Non è arroganza, eh, giuro! È più una sorta di sofferenza, una specie di… incomprensione cosmica.

Pensateci un attimo. Viviamo in un mondo pieno di cose meravigliose, fatte con cura, con passione, con un’anima. Un tramonto infuocato, la melodia perfetta di una canzone, un libro che ti rapisce, persino una tazza di caffè preparata con amore. Eppure, quanti passano accanto a tutto questo senza nemmeno battere ciglio? Senza coglierne l’essenza?

È un po' come se si avessero gli occhiali da sole perennemente calati sugli occhi, ma non quelli stilisti, eh. Quelli che ti fanno vedere tutto grigio e indistinto. E poi ci sono quelli che, invece, hanno una lente d'ingrandimento che amplifica ogni dettaglio prezioso. E quando questi due mondi si incontrano, beh, nascono delle conversazioni… interessanti.

Cosa vedere a Diamante, borgo dei murales in Calabria - Ti racconto un
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A volte mi chiedo: ma è una questione di educazione? Di sensibilità innata? Forse è un mix di tante cose. Magari abbiamo bisogno di essere un po' allenati a riconoscere il bello. Come un muscolo che va esercitato.

Cosa succede, secondo voi, quando ci si abitua al "mediocre" o al "funzionale" a discapito dell'"estetico" o del "significativo"?

Siccità affligge popolazioni leoni del deserto in Namibia - Africa
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  • Si perde un pezzo di gioia quotidiana.
  • Si smette di apprezzare la maestria altrui.
  • Si rischia di circondarsi di cose che non ci nutrono veramente.

E questo non riguarda solo l'arte o il design, eh. Si estende a tutto: alle relazioni, al modo in cui parliamo, a come scegliamo di vivere il nostro tempo. Se non cerchiamo il bello, rischiamo di accontentarci del "sufficiente", e il sufficiente, diciamocelo, è un po' tristanzuolo.

Quindi, la prossima volta che vedete qualcuno emozionarsi per una cosa che a voi pare insignificante, provate a chiedervi: forse, in quel piccolo oggetto, in quella melodia, in quel gesto, c'è un lampo di bellezza che a me, per qualche motivo, è sfuggito? E se invece siamo noi a vedere la bellezza e gli altri no? Beh, in quel caso, forse abbiamo un piccolo superpotere che vale la pena coltivare e, perché no, condividere. Non trovate?