
Eccoci di nuovo. Dicembre è arrivato. E con lui, l'annuale battaglia degli addobbi di Natale in casa.
Sì, lo so. Dovrei essere entusiasta. Dovrei avere già comprato dieci ghirlande. Dovrei aver trasformato casa mia in una succursale di Babbo Natale. Ma… non è proprio così.
Parliamoci chiaro: l'albero. Simbolo indiscusso del Natale. Ammettiamolo. È una spina nel fianco. Innanzitutto, la scelta. Vero abete? Plastica riciclata? Un ramo recuperato nel parco? Qualunque sia la scelta, sarà sbagliata. Qualcuno criticherà. Sempre.
E poi, addobbarlo! Un'ora di caos. Palline che rotolano ovunque. Luci che si aggrovigliano. Un gatto che cerca di arrampicarsi in cima (e ovviamente ci riesce). Alla fine, l'albero è lì. Mezzo storto. Con qualche ramo spoglio. E un'aura di "fatica" che lo avvolge.
Le luci, croce e delizia
Ah, le luci! Quante ne abbiamo? Troppe, direi. Da quelle bianche "minimal" a quelle multicolore "effetto discoteca anni '80". Nessuno si mette d'accordo. Mio marito preferisce le bianche, io le multicolore. Risultato? Un compromesso orribile. Metà albero bianco, metà multicolor. Sembra un albero bipolare.
E non dimentichiamoci della fatica di districarle. Ogni anno. La stessa storia. Un gomitolo inestricabile. Servirebbe un corso di laurea in ingegneria per risolvere il problema. E alla fine, metà delle lampadine non funzionano. Ovviamente.
Ma poi, ci sono le decorazioni...
Quelle fatte a mano dai bambini. Indubbiamente preziose. Ma oggettivamente... discutibili. Un angioletto di pasta di sale con un occhio che guarda da una parte e l'altro dall'altra. Un Babbo Natale di feltro deforme. Li amo. Ma sono orribili. E vanno appesi. Per forza.

E le palline? Quante ne abbiamo? Centinaia. Di tutti i colori e forme. Alcune antiche. Altre nuove. Alcune comprate con amore. Altre regalate da persone con gusti... particolari. Il problema? Non ci stanno mai tutte sull'albero. E finiscono in una scatola in soffitta. Fino al prossimo anno.
Poi, le ghirlande. Appese alla porta. Sui balconi. Ovunque. Sembrano carine. Ma attirano i piccioni. E i piccioni sporcano. Quindi, ghirlanda sì, ma con riserva. E poi, diciamocela tutta: chi se le fila più le ghirlande? Sono diventate un po' démodé.

Insomma, l'addobbo natalizio può essere un'esperienza traumatica. Ma, in fondo, ci piace. O almeno, ci piace lamentarci. Forse è questo il vero spirito del Natale. Un mix di caos, stress e... amore. Amore per le tradizioni. Amore per la famiglia. Amore per gli addobbi (anche quelli orribili).
E poi, diciamocela tutta: senza decorazioni natalizie, casa mia sembrerebbe un po' troppo... normale. E la normalità, diciamocela tutta, è noiosa.

Quindi, anche quest'anno, mi armerò di pazienza. Affronterò l'albero storto. Districherò le luci. Appenderò l'angioletto di pasta di sale. E mi lamenterò. Ma lo farò con un sorriso. Perché, in fondo, il Natale è questo: un po' di follia, un po' di tradizione e tanta, tanta... pazienza.
Buon Natale (e buona fortuna con gli addobbi!).