
Ammettiamolo, gente. Siamo onesti, per favore. C'è un argomento di cui nessuno osa parlare ad alta voce, soprattutto a Dicembre. Ed è questo: forse, solo forse, l'abete vero per l'albero di Natale è... sopravvalutato.
La Magia (Illusoria?) del Pino Naturale
Sì, lo so. Lo so già. Sto per scatenare l'inferno. La nonna mi lancerà addosso il suo centrino preferito. Gli ambientalisti mi fisseranno male. Ma qualcuno doveva dirlo. C'è questa idealizzazione spropositata del pino vero. La chiamano "magia" del Natale. Io la chiamo "magia" della pulizia infinita degli aghi!
Ricordate la pubblicità patinata? La famiglia felice che torna a casa con l'albero perfetto, carico in cima all'auto? Beh, la mia realtà è più simile a un film horror. Un mostro verde pungente che perde aghi ovunque, graffiando la macchina e facendo piangere il bambino. Ma è solo un dettaglio.
L'Aroma (Discutibile) del Bosco
Si dice che l'abete vero profumi di bosco. E forse è vero, per un'ora. Poi profuma di... secchezza. E di tristezza. E di opportunità perdute di fare qualcosa di meglio con il proprio tempo che aspirare aghi. Senza contare la lotta per farlo stare dritto nel supporto! Un'impresa degna di Ercole, altro che Natale sereno.
Inoltre, parliamoci chiaro, quell' "aroma di bosco" è spesso compensato da candele profumate alla cannella e dolci appena sfornati. Quindi, alla fine, l'abete vero fa solo da contorno (spinoso) al vero profumo del Natale: quello di carboidrati.

La Verità Nascosta (Dietro gli Aghi)
E poi c'è il lato pratico. Trasporto? Un incubo. Sistemazione? Un incubo. Smaltimento? Un incubo ancora più grande. Con l'albero sintetico, invece? Lo tiri fuori dalla scatola. Lo monti in cinque minuti. Nessun ago. Nessun problema. Lo rimetti nella scatola a Gennaio. Fine della storia. E hai più tempo per mangiare panettone!
"Ma... ma... la tradizione!" protestano i sostenitori dell'abete vero.
Amo le tradizioni. Ma amo anche la mia sanità mentale. E la mia schiena. E la mia aspirapolvere. E se la tradizione mi dice che devo passare Dicembre a combattere con un vegetale morente, allora preferisco creare una nuova tradizione. Magari quella di guardare film di Natale mentre mangio biscotti, senza essere disturbata da un albero che mi ossessiona con la sua caduta inesorabile di aghi. Forse non sarà una tradizione vera, ma sarà certamente una tradizione più rilassante.

Sia chiaro, non sono un Grinch! Adoro il Natale. Adoro le luci, i regali, i canti. Ma forse, semplicemente, preferisco godermi la festa senza la tortura dell'abete vero. E voi, cosa ne pensate? Non abbiate paura di ammetterlo. Potrebbe esserci una minoranza silenziosa là fuori, pronta a unirsi alla mia rivolta contro la tirannia degli aghi cadenti. Potrebbe essere una eresia, ma almeno è una eresia comoda e pulita.
Forse dovremmo iniziare a chiamare gli alberi finti "alberi veri 2.0". Pensateci.