
Il silenzio avvolge il Golgota. Un silenzio denso, gravido di significato, interrotto solo dai gemiti flebili e lontani, dalle preghiere sussurrate. Un silenzio che pesa come la pietra che sigillerà la tomba. Un silenzio che, più di ogni parola, proclama l'evento inenarrabile che si è appena compiuto. Un evento che divide la storia, che squarcia il velo del tempio, che spezza le catene della morte.
A che ora è morto Gesù? Una domanda semplice, eppure immensa. Le Scritture ci narrano che, intorno all'ora nona, Gesù, con un grido potente, rimise il suo spirito al Padre. L'ora nona. Le tre del pomeriggio. Un'ora intrisa di dolore, certo, ma anche di una promessa luminosa, di una speranza incrollabile.
Immaginiamo per un istante, in profonda meditazione, quel momento. Il cielo oscurato, la terra che trema, la roccia che si spacca. Ma al di là di questi segni prodigiosi, sentiamo nel profondo del cuore l'eco del grido di Gesù. Un grido di abbandono, forse, ma anche di fiducia totale, di obbedienza perfetta alla volontà del Padre. Un grido che libera, che redime, che ci riconcilia con Dio.
Quest'ora, l'ora della morte di Gesù, non è solo un momento storico da ricordare, ma un mistero da contemplare, un abisso di amore da esplorare. È l'ora in cui il Figlio di Dio, innocente e puro, si è fatto carico di tutti i nostri peccati, di tutte le nostre debolezze, di tutte le nostre infedeltà. È l'ora in cui ha bevuto fino all'ultima goccia il calice amaro della sofferenza, per liberarci dalla schiavitù del peccato e della morte.
Come possiamo accostarci a questo mistero senza sentirci sopraffatti dalla nostra indegnità? Come possiamo onorare questo sacrificio immenso senza cadere nel mero formalismo o nella vuota retorica? La risposta, forse, si trova nell'umiltà, nella gratitudine, nella compassione.

L'umiltà di riconoscere la nostra fragilità, la nostra dipendenza da Dio, la nostra incapacità di salvarci da soli. L'umiltà di accettare il dono gratuito della grazia, senza presunzione, senza merito. L'umiltà di abbassare il capo dinanzi alla croce, consapevoli del prezzo immenso che è stato pagato per la nostra redenzione.
La gratitudine di un cuore colmo di riconoscenza per l'amore infinito di Gesù, per il suo sacrificio supremo, per la sua promessa di vita eterna. La gratitudine che si traduce in azioni concrete, in scelte responsabili, in una vita vissuta secondo il Vangelo. La gratitudine che ci spinge a condividere con gli altri la gioia della fede, la speranza della salvezza, la certezza dell'amore di Dio.
Compassione
La compassione che nasce dalla consapevolezza della sofferenza altrui, dalla condivisione del dolore dei fratelli, dalla volontà di alleviare le loro pene, di asciugare le loro lacrime, di lenire le loro ferite. La compassione che ci spinge ad agire concretamente in favore dei più deboli, dei più emarginati, dei più bisognosi. La compassione che ci rende testimoni credibili dell'amore di Gesù, che ci trasforma in strumenti di pace, di giustizia, di riconciliazione.

A che ora è morto Gesù? Un'ora che ci invita alla riflessione, alla preghiera, alla conversione. Un'ora che ci chiama a vivere con umiltà, gratitudine e compassione. Un'ora che ci ricorda che l'amore è più forte della morte, che la speranza è più luminosa del buio, che la vita eterna è la nostra promessa.
"Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito." (Luca 23:46)
Quinta Domenica di QUARESIMA - ppt scaricare
Che questa preghiera, l'ultima di Gesù sulla croce, sia la nostra preghiera quotidiana. Che ci guidi lungo il cammino della vita, che ci sostenga nelle difficoltà, che ci illumini nelle tenebre. Che ci conduca, infine, alla gioia eterna del Regno dei Cieli. Amen.
Ripensando a quell'ora, sentiamo la chiamata a una vita più autentica, più centrata su Cristo. Che ogni nostra azione, ogni nostro pensiero, ogni nostra parola rifletta l'amore e la misericordia che abbiamo ricevuto. Che possiamo essere veri discepoli di Gesù, testimoniando con la nostra vita la speranza che è in noi.
Preghiamo: Signore Gesù, ti ringraziamo per il tuo sacrificio sulla croce. Aiutaci a vivere con umiltà, gratitudine e compassione, seguendo il tuo esempio di amore e di servizio. Amen.
