Commento Al Vangelo Ambrosiano Di Oggi

Avete mai pensato che leggere il Vangelo Ambrosiano di oggi potrebbe essere come assistere a una commedia all'italiana? Non intendo una di quelle tristi, ma una di quelle che ti fanno ridere e pensare allo stesso tempo. Spesso ci approcciamo alle Scritture con un'aria serissima, come se dovessimo risolvere un'equazione complessa. Ma proviamo a guardarla con occhi un po' più… rilassati.

Prendiamo ad esempio la parabola del buon samaritano, una di quelle storie che conosciamo a memoria. C’è un tizio malmenato, abbandonato mezzo morto sul ciglio della strada. Passa un sacerdote, tira dritto. Passa un levita, idem con patate. Alla fine, chi si ferma? Un samaritano! E qui scatta il primo sorriso. I samaritani, ai tempi di Gesù, erano un po’ come i nostri vicini antipatici che non salutiamo nemmeno in ascensore. Erano visti male, considerati diversi, quasi impuri. E invece, chi dimostra vera compassione? Proprio lui!

È come se la parabola ci dicesse: "Attenzione! Non giudicare il libro dalla copertina! Magari quel tipo con il tatuaggio strano e il piercing al naso è più gentile di quel signore in giacca e cravatta che predica bene ma razzola male". Un bel messaggio, no?

Un pizzico di ironia

E poi, ammettiamolo, c’è un pizzico di ironia nella descrizione del sacerdote e del levita. Non dico che fossero persone cattive, per carità. Ma la parabola suggerisce che la religione, a volte, può diventare una scusa per non sporcarsi le mani. "Sono troppo importante per fermarmi! Ho da fare! Ho una messa da celebrare!". Quante volte ci comportiamo allo stesso modo? Quante volte preferiamo rimanere nella nostra zona di comfort invece di aiutare chi ha bisogno?

Il samaritano, invece, non si pone problemi. Si ferma, cura le ferite del malcapitato, lo porta in un albergo (pagando di tasca sua, per giunta!) e si assicura che stia bene. Un vero eroe! Ma non un eroe con la spada e lo scudo, un eroe con la bottiglietta di disinfettante e una buona dose di pazienza. Un eroe umano.

Rito Ambrosiano | Commento al Vangelo di Domenica 10 Novembre - Paolo
Rito Ambrosiano | Commento al Vangelo di Domenica 10 Novembre - Paolo

La lezione nascosta

La lezione del Vangelo Ambrosiano di oggi, quindi, non è solo "aiuta il prossimo". È qualcosa di più profondo. È un invito a superare i nostri pregiudizi, a non giudicare dalle apparenze, a riconoscere la bontà anche dove meno ce l’aspettiamo. È un invito a sporcarci le mani, a volte, a uscire dalla nostra routine, a metterci nei panni degli altri.

E se la prossima volta che leggiamo questa parabola, invece di sentirci in colpa perché non siamo abbastanza "buoni samaritani", provassimo a sorridere? A sorridere di noi stessi, delle nostre debolezze, dei nostri pregiudizi. Forse, proprio in quel sorriso, troveremo la forza di diventare un po' più simili a quell'improbabile eroe che ci ha insegnato cos'è la vera compassione.

Rito Ambrosiano | Commento al Vangelo di Domenica 01 Giugno - Paolo Curtaz
Rito Ambrosiano | Commento al Vangelo di Domenica 01 Giugno - Paolo Curtaz

Un'ultima riflessione

Ricordatevi, il Vangelo non è un manuale d'istruzioni per diventare santi perfetti. È una storia, una serie di storie, che ci parlano di noi, delle nostre fragilità, delle nostre potenzialità. E, soprattutto, è una storia piena di speranza. Anche il più grande peccatore può redimersi, anche il più piccolo gesto di gentilezza può fare la differenza. Allora, la prossima volta che leggete il Commento al Vangelo Ambrosiano di oggi, non prendetevi troppo sul serio. Ascoltate la storia, riflettete, sorridete… e magari, fate qualcosa di buono. Un piccolo gesto, un sorriso, una parola gentile. Basta poco per fare la differenza. Come ci insegna, in fondo, quel samaritano così poco convenzionale.

"Va' e anche tu fa' lo stesso." (Luca 10:37)